Non serve un difensore, ma due. Anzi non è una questione di numero, ma di qualità: un top player, un grande grandissimo difensore che con la sua grandezza con un colpo solo copra tutte le falle che si sono viste ieri (e che già erano facili da immaginare). Questa è la sintesi di Roma-Genoa 3-3, risultato che ha pure il sapore della beffa d'essere lo stesso della prima in casa dello scorso campionato che è stato quello che è stato: una catastrofe.

Soltanto che contro l'Atalanta ad agosto la sensazione era già quella che non ci sarebbe stata speranza, qui non solo c'è, ma ci dev'essere speranza. C'è perché davanti la Roma gioca a pallone, ha già un'identità, ha tante soluzioni, ha voglia (e questo per un romanista fa tutta la differenza del mondo), ha anche il suo unico vero top player, Edin Dzeko. Ci dev'essere perché rispetto allo scorso campionato - quando le tempistiche del mercato erano diverse e sono state completamente sbagliate - qui c'è tempo, modo, maniera e il dovere per poter intervenire: un grande difensore. Un difensorissimo. Un top player. Uno zio o un fratello maggiore per rassicurare tutti i tifosi, perché quando la Roma arretra o (prova) a difendersi fa paura.

È una lettura semplice perché quello che si è visto ieri non ha segreti né misteri: la Roma davanti brilla, dietro crolla. Che poi debba diventare un tutt'uno si sa, ma ci si diventa anche - soprattutto - con i giocatori. La Roma davanti è una promessa di futuro e di gran futuro, dietro si porta tutti gli spettri del recente passato. Bisogna intervenire già prima di subito non solo per non sprecare quanto di buono comunque fatto (anche sul mercato) e quello che - si vede - si potrebbe fare, o perché domenica c'è una partita che dà sempre fastidio già solo immaginarla (mai capito quelli che amano giocarla), ma per quello che già c'è: i tifosi della Roma. Ieri è stata la prima partita dopo tutto quello che è successo la scorsa stagione e soprattutto appena finito lo scorso campionato. Fa male solo ricordare. La risposta è stata una: da romanisti. Uno stadio più pieno del previsto e straordinariamente, straordinariamente, straordinariamente innamorato. Lo striscione per Florenzi è una dichiarazione di intenti, l'ennesima voglia di voltare pagina e di farlo per la Roma, il tifo sentito quando il 3-3 era purtroppo cosa fatta una proclamazione. Per chi ha la Roma nel cuore non c'è più grande difensore della sua gente.