La prima partita del primo campionato in cui Alessandro Florenzi è capitano senza se e senza ma si apre con quella che è forse - applausi a parte: quelli li aveva presi, nel corso degli anni - la prima vera grande dimostrazione pubblica di affetto della Curva Sud nei suoi confronti. «Avanti con la tradizione della fascia a un romano / Al fianco di Florenzi capitano», recitava l'enorme striscione firmato "Roma" esposto prima del calcio d'inizio. E così, a 28 anni, il talento di Vitinia ha finalmente potuto archiviare la fase dei fischi ricevuti nello stadio dove andava da tifoso, pochi, ma comunque ingiusti: ci è riuscito contro un avversario a cui erano già legati tanti bellissimi ricordi.

Come il gol in rovesciata - forse il più bello della sua carriera, tolto quello da centrocampo con il Barcellona che è fuori classifica - del 12 gennaio 2014, il primo di un comodo 4-0, quello che Totti disse di non essere in grado di fare, perché con una prodezza acrobatica del genere avrebbe rischiato di spaccarsi la schiena. Sono tre i gol segnati ai rossoblù dal capitano giallorosso: quello fu il primo, si ripetè l'anno dopo, alla 34esima giornata, con una spettacolare cavalcata palla al piede, prendendo palla a centrocampo e calciandola all'incrocio dei pali: altra vittoria, 2-0. Ed è arrivato un successo, con lo stesso risultato, anche la terza volta che timbrò il cartellino contro i rossoblù, allenati da Gasperini: era il 20 dicembre 2015, e l'aria era pesantissima, visto che tre giorni prima i giallorossi avevano pensato bene di farsi eliminare dalla Coppa Italia da una squadra di bassa serie B come lo Spezia. Rudi Garcia rischiava seriamente l'esonero già quel giorno, segnando il primo gol di una partita che non si poteva perdere, e neanche pareggiare (finì 2-0, con Dzeko espulso, e il raddoppio dell'uomo che non ti aspetti, Sadiq Umar, appena promosso dalla Primavera) Florenzi - che subito dopo il gol corse verso la panchina ad abbracciarlo - gli regalò un bel Natale (poi la Roma infilò due pareggi contro Chievo e Milan, e il francese venne esonerato lo stesso, con il ritorno di Spalletti).

Ieri Florenzi ha rischiato anche di fare poker - suo sia il primo tiro della partita che il più bello, una coordinazione perfetta da trequarti, su servizio di Kolarov dalla bandierina, con tiro al volo messo in angolo da Radu - e quando ha lasciato il posto a Zappacosta, a 12' dalla fine, si è preso un'altra dose di applausi, ricambiando con l'applauso a curva e stadio. Che ieri ha cantato con l'entusiasmo dei tempi migliori: un coro per Daniele De Rossi prima dell'inizio, uno striscione d'incoraggiamento "Come un tempo / Stadio Olimpico / fattore campo", poi un tifo incessante, con picchi di volume che non si sentivano da mesi, e un'ovazione per il figliol prodigo Dzeko, quando ha segnato il bellissimo gol del 2-1.

Erano 38.779 gli spettatori, con 17.665 biglietti venduti: si sono goduti la novità di quest'anno, una serie di spettacolari giochi di luce alla lettura delle formazioni, con un doppio occhio di bue sul campo, e il resto delle luci che si spengono per creare atmosfera, per poi riaccendersi di colpo. Si sono goduti tre gol di pregevolissima fattura, non la prima vittoria: per quella bisognerà attendere. Al termine della gara, qualche fischio si è sentito: andare tre volte in vantaggio e venire tre volte rimontati non piace a nessuno. Nemmeno alla squadra, che a fine partita, dal centro del campo, ha applaudito la Sud.