Scende in campo la Roma tricolore. Sono passati esattamente diciotto anni dalla presentazione ufficiale della formazione campione d'Italia, la rosa agli ordini di mister Fabio Capello capace di aggiudicarsi il titolo strappandolo ai rivali cittadini della Lazio grazie ad una stagione a dir poco esaltante, e un lungo testa a testa con la Juventus. Dopo un'estate di festeggiamenti e amichevoli di preparazione nel ritiro austriaco di Kapfenberg, il 7 agosto del 2001 la Roma ospitò allo stadio Olimpico gli argentini del Boca Juniors per salutare un pubblico che, nonostante il periodo estivo, si presentò in poco meno di 65mila unità per celebrare gli eroi del terzo tricolore. Intorno alle ore 19 la Curva Sud era già gremita in ogni ordine di posto, con bandiere su bandiere a colorare di giallorosso il settore e un paio di striscioni esposti per ricordare il recente successo in Serie A. "L'Italia si inchina alla squadra capitolina" e "La Curva Sud acclama i suoi campioni", questi i messaggi lanciati dal cuore pulsante del tifo per salutare un ritorno atteso già a partire da quel magico pomeriggio del 17 giugno 2001.

Pelizzoli, Zebina, Lassissi, Aldair, Samuel, Siviglia, Zago, Fuser, Guigou, Tommasi, Lima, Emerson, Assuncao, Candela, Totti, Cassano, Batistuta, Balbo, Montella, Delvecchio, Cejas: questi i cognomi annunciati dallo speaker dell'Olimpico e accolti dal boato di uno stadio gremito di passione, con pochissimi seggiolini vuoti e i fuochi d'artificio ad impreziosire il passaggio tra la luce diurna e l'arrivo della notte. Di fronte il Boca Juniors dell'ex tecnico giallorosso Bianchi, con un giovane Nicolas Burdisso al centro della difesa e al cospetto di un pubblico che diversi anni dopo ne avrebbe apprezzato la tenacia da ‘Bandito'. Oltre 1 miliardo e 700 milioni di incasso (in lire) per una presentazione indimenticabile che prese il via con il fischio del direttore di gara torinese Rosetti. Protagonista assoluto della prima frazione di gioco un grande ex della sfida, ovvero il centravanti capace di trascinarci alla vittoria in Serie A con la forza delle reti e del carisma.

Il primo gol davanti ad uno stadio Olimpico in festa, neanche a dirlo, fu siglato da Gabriel Omar Batistuta: punizione centrale dalla lunga distanza, la palla rimbalza davanti ad Abbondanzieri beffando l'esperto estremo difensore argentino. La Roma campione d'Italia è in vantaggio, il ‘Re Leone' è inginocchiato alle prese con l'arcinota esultanza del mitra puntato verso la Curva Sud. La girandola di cambi della ripresa porta da un lato alla buona notizia della doppietta di Guigou, oltre al definitivo 3-1 con il gol della bandiera Xeneizes siglato da Gaites, ma dall'altro arriva l'unico neo di una serata culminata con la Roma sotto la Sud tra cori, battimani, bandiere, fumogeni e tifo indiavolato. Al 22' della ripresa, infatti, Barijho viene espulso per un bruttissimo ed evitabile intervento su Lassissi. Un esordio a dir poco amaro per il roccioso difensore ivoriano, costretto ad abbandonare il terreno di gioco in barella prima e poi lo stadio in ambulanza destinazione ospedale San Carlo. In pochi, forse nessuno, si resero conto della gravità di tale infortunio: frattura di tibia e perone sinistro per una diagnosi di circa sei mesi di inattività.

Lassissi viene ricoverato presso la clinica di Villa Stuart dove, ad un mese di distanza dal brutto infortunio, decide di forzare l'uscita senza il permesso della società. Tra le parti nasce così un lungo contenzioso non solo di natura economica, ma anche basato sulle divergenti idee in merito alle modalità di recupero, che culminerà soltanto nella scadenza contrattuale datata estate del 2004. La storia in giallorosso di Lassissi durò così soltanto un giorno, quel 7 agosto del 2001 che vide la Roma tricolore ritrovare un pubblico in festa ma ignaro di aver assistito alla prematura fine della carriera del nuovo arrivato centrale ivoriano, portato in italia dal Parma, che lo aveva già prestato a Sampdoria e Fiorentina. Roma-Boca Juniors resterà per sempre una presentazione unica nel suo genere, con poco meno di 65mila presenti e le bandiere giallorosse miste a quelle tricolori che solo i campioni d'Italia in carica possono sfoggiare con orgoglio e di diritto. Roma e Boca Juniors, due realtà così lontane e così simili nella passione delle rispettive tifoserie, intrecciate in queste ultime settimane per il trasferimento in Argentina di un giovane centrocampista che pochi mesi prima era stato convocato per la prima volta in prima squadra, in Fiorentina-Roma, ma non aveva ancora debuttato. Esattamente diciotto anni fa andava in scena l'amichevole dell'Olimpico con il Boca Juniors: viva la Roma campione d'Italia.