Folgorato da Roma. Paulo Fonseca è sbarcato il 24 giugno scorso nella Capitale per iniziare la sua avventura alla guida della squadra giallorossa e fin da subito è apparso entusiasta. Pacato e serio, gentile e guardingo. È arrivato in punta di piedi, «giovane e ambizioso» lo ha descritto Pallotta dopo il primo incontro. Umiltà (anche se è uno che a 46 anni, tra Portogallo e Ucraina, si è portato a casa già nove titoli) e lavoro. Tanto, intenso. Pensa solo a quello, da quando è arrivato. Chi gli è vicino lo descrive concentratissimo sul campo. Ma prima o poi dovrà occuparsi anche del privato. Chissà se il 12 marzo del 2018, quando postò su Instagram una sua foto con la tuta dello Shakhtar (in trasferta a Roma per la Champions League) davanti al Pantheon, immaginava che nel suo futuro sarebbe entrata così prepotentemente la Città Eterna con il suo fascino senza fine. Tale da fargli fare più di un pensiero a vivere in centro.

Il tecnico portoghese, infatti, da quando è arrivato sta cercando ma ancora non ha trovato casa. Si è diviso tra albergo e Trigoria, dove ha passato la maggior parte del tempo. Per il ritiro fatto in casa, deciso all'indomani della squalifica del Milan dall'Europa League e il conseguente annullamento della spedizione a Pinzolo, per il lavoro quotidiano intenso, fatto di studi e doppie sedute, che sta proseguendo, con tutta calma, è vero, perché la stagione inizierà ufficialmente "solo" il 24 agosto, ma anche con l'attenzione giusta rivolta al tanto lavoro che c'è ancora da fare.

Trigoria? Eur? Laurentina? nell'attesa che lo raggiunga in Italia la famiglia, Paulo sfoglia la margherita. Può darsi che decida di andare vivere là intorno, ma l'idea di respirare l'aria della città e delle sue strade da vicino (stessa scelta che fu di Daniele De Rossi) potrebbe davvero prendere piede. Perché Fonseca già ama Roma. Tra i monumenti in particolare il Colosseo e i Fori Imperiali. Ha già imparato ad apprezzare i cibi romani, si è concesso già più di un piatto di pasta, che, insieme alla pizza, ha già conquistato in poco tempo il podio nelle sue preferenze culinarie. Normale, si dirà, per uno straniero. Ma Fonseca straniero non vuole sentirsi.

Capisce già perfettamente l'italiano, anche se non lo parla ancora come vorrebbe. Prende lezioni dal primo giorno, ma è un perfezionista e vorrebbe potersi lanciare quanto prima anche davanti alle telecamere nella nostra lingua. Con i giocatori però si esprime già in italiano, padroneggia le locuzioni tecniche basilari e ha già fatto breccia nel gruppo: ai più rappresentativi piace il suo modo di lavorare, le richieste che fa e la sua idea di calcio. Alcuni saranno anche convinti che un giorno andrà al Real Madrid. Ma domani è un altro giorno, si vedrà. Intanto, oggi, a Roma, Fonseca è al centro.