La sua settimana è ricominciata sul campo. Da lunedì Justin Kluivert ha ripreso ad allenarsi con i compagni, dopo tanto lavoro individuale. L'attaccante ha impiegato dieci giorni a ritrovare la forma necessaria per tornare in gruppo: il 13 luglio era stato avvistato a Villa Stuart per un controllo. Aveva avvertito un fastidio, nulla di preoccupante la prima diagnosi, ma di molesto sì. Tanto da tenerlo ai margini anche in occasione delle due amichevoli disputate finora dalla Roma, contro Tor Sapienza e Trastevere. Due avversari non certo di primo livello, eppure l'olandese non ce l'ha fatta ad essere presente.

Tornerà a giocare con ogni probabilità questo pomeriggio, quando la squadra sarà impegnata nella terza sgambata estiva, sempre a Trigoria contro il Gubbio. Gli assenti annunciati sono sempre Gonalons e Riccardi, tuttora alle prese con i rispettivi problemi fisici e quindi a parte ancora ieri. Ma il francese non dovrebbe rientrare nei piani di Fonseca per la prossima stagione e resta in odore di partenza. Mentre la stellina del vivaio è ancora in età da Primavera e se non verrà mandato a farsi le ossa altrove, sarà ancora un punto di forza della squadra di Alberto De Rossi.

Kluivert invece è uno di quei giocatori sui quali il tecnico portoghese è intenzionato a puntare, a maggior ragione dopo la partenza di El Shaarawy (che l'anno scorso ha rappresentato la prima scelta sulla sinistra in attacco). Justin è brevilineo, rapido, tecnico: la punta esterna ideale nel 4-2-3-1 varato dall'ex allenatore dello Shakhtar. Finora non ha avuto modo di testarlo, ma adesso che è di nuovo disponibile sta al figlio d'arte mostrare che il cognome che porta non è soltanto un peso.