Defilato, quasi in disparte in questi giorni frizzanti di nuovi arrivi. La Roma cambia volto e Alessandro Florenzi rappresenta quello di chi a Trigoria ne ha già viste tante, la continuità con un passato che nella tarda primavera ha subito due scossoni inimmaginabili fino a poco prima. Via De Rossi, seguito a ruota da Totti, sono rimasti il numero 24 e Pellegrini a raccogliere l'eredità del romanismo in campo.

Eppure il nome di Florenzi continua a essere associato a diverse trattative di mercato. L'ultima riguarda un possibile scambio con il Tottenham. Al club londinese la Roma ha chiesto Toby Alderweireld, difensore a scadenza di contratto l'anno prossimo. Ma dopo giorni di trattative e nonostante i buoni uffici di Baldini (che per gli Spurs ha lavorato), gli inglesi non appaiono intenzionati a concedere sconti sulla clausola rescissoria di 28 milioni, cifra ritenuta troppo elevata a Trigoria. Ecco dunque che l'esterno cresciuto nel vivaio può diventare la chiave per arrivare all'obiettivo. Florenzi piace al Tottenham, che ha nel frattempo ceduto Trippier all'Atletico Madrid e quindi cerca un degno sostituto in quel ruolo. Il numero 24 risponde al perfetto identikit cercato da Pochettino: dinamico, duttile tatticamente, con una buona esperienza internazionale in dote. Operazione che può diventare il grimaldello in grado di scardinare i portoni eretti dal Tottenham: se andasse in porto, permetterebbe ai giallorossi di portare a casa un centrale di livello assoluto, guadagnando anche qualcosa nello scambio (la quotazione di Florenzi potrebbe aggirarsi fra i 30 e i 35 milioni).

Ma Alessandro rappresenta ancora qualcosa in più rispetto a un semplice giocatore della rosa. Fino al punto da spingere Petrachi a una pubblica smentita, nel corso della conferenza di presentazione di Spinazzola. "Oggi rappresenta il Capitano della Roma - ha assicurato il ds riferendosi ad Alessandro - non l'ho mai messo sul mercato. I soli giocatori che ho messo in vendita sono già andati via. Poi il mercato è aperto, ma i punti fermi di questa squadra li conosciamo bene. Ci sono certezze che devono rimanere tali nella società". Quella del dirigente nei confronti dell'esterno è apparsa una vera e propria investitura, peraltro risalente soltanto a pochi giorni fa. Il punto è che da qualche tempo il feeling di Florenzi con parte della piazza appare allentato. E così il nuovo Capitano è stato messo in discussione ancora prima di cominciare la prima stagione da graduato.

Così nell'aria di rinnovamento assoluto che sta accompagnando questa prima squadra targata Fonseca, il suo nome è sembrato essere uno di quelli sacrificabili sull'altare delle cessioni. Soprattutto fino al 30 giugno, quando il suo cartellino avrebbe potuto fruttare una maxi-plusvalenza, essendo cresciuto in casa. Nella fase embrionale del mercato è stato anche accostato all'Inter (prima dell'arrivo di Lazaro), sulla cui panchina siede quel Conte che in Nazionale aveva spesso puntato sul jolly di Vitinia. Qualche tiepido interesse si è palesato dalla Liga, senza però alcuna offerta ufficiale recapitata a Trigoria. Ma le voci intorno al suo futuro non si sono mai completamente sopite. Da parte sua, il giocatore continua a lavorare come se nulla fosse. Il ritiro di Trigoria in questo senso può costituire un buon riparo. Lontano dalle chiacchiere, filtrato dalle polemiche e dalle trattative che fuori impazzano. Florenzi è ancora lì, pronto a mettersi agli ordini di Fonseca, ad apprendere i nuovi metodi di allenamento, a correre come ha sempre fatto e a preparare la sua ottava stagione consecutiva. Sempre dalla stessa parte.