Daniele De Rossi giocherà la Superliga argentina col Boca Juniors. Il numero 16, ex capitano della Roma, sarà annunciato entro la fine della settimana dal club di Buenos Aires. Nella giornata di ieri DDR si è definitivamente convinto ad accettare l'offerta dell'amico Nicolas Burdisso, oggi direttore sportivo del Boca: una stagione in azul y oro per circa mezzo milione di euro, con il campionato che inizierà a fine luglio e terminerà a inizio marzo. Per includerlo nella rosa, il club dovrà rinunciare a un calciatore straniero: il maggiore indiziato è l'uruguaiano Nandez, vicino al Cagliari. De Rossi non potrà, almeno nella prossima stagione, soddisfare il suo sogno di giocare un Superclasico alla Bombonera: la formula della Superliga prevede partite solo andata e quest'anno è in programma solo River-Boca. A meno che i due club non si incontrino di nuovo in Copa Libertadores.

Chiamata in arrivo. Prefisso argentino, +54. È Nicolas Burdisso, per tutti il ds del Boca, per noi ancora il bandito, che chiama De Rossi dall'altra parte dell'oceano. Deve essere successa tante volte questa cosa negli scorsi giorni. Talmente tante da aver portato l'ex capitano della Roma a orientarsi verso la scelta che, tra le possibilità che non prevedono l'addio al calcio giocato, è quella che fa stare più tranquilli i tifosi romanisti. De Rossi xeneize. Quella che per tutta la carriera è stata solo una romantica suggestione - alimentata dai suoi frequenti riferimenti all'ammirazione per la Bombonera, caldissimo stadio del Boca -, potrebbe farsi realtà a breve. Tra venerdì e sabato, per la precisione, giorni in cui De Rossi potrebbe presentarsi a Buenos Aires alla corte del presidente "Tano" Angelici, che si chiama così perché in Argentina "Tano" è chiunque porti un cognome italiano. E sono in tanti.

Niente Superclasico alla Bombonera

L'offerta del Boca, almeno al momento, consisterebbe in un contratto da 400/500mila euro valido per tutto il campionato, che inizierà a fine luglio e terminerà a inizio marzo. In tempo per giocare un Superclasico, ma non quello sognato da DDR: quest'anno infatti si disputerà solo River-Boca al Monumental, alla quinta giornata a inizio settembre, senza ritorno alla Bombonera. La formula della Superliga argentina, infatti, non prevede andata e ritorno, ma 23 partite per 24 squadre, e l'anno scorso gli azul y oro hanno giocato in casa. Alla Bombonera, Boca e River potranno incontrarsi solo se dovessero incrociarsi in semifinale di Copa Libertadores.

Il nodo Nandez-Cagliari

A proposito di Libertadores, proprio oggi Angelici era a Madrid per un particolare Superclasico, quello che si gioca nelle aule del TAS: dopo l'assurda finale di Libertadores spostata da Buenos Aires alla capitale spagnola in seguito alle violenze in Argentina, gli xeneizes chiedono di essere riconosciuti come vincitori (i disordini furono condotti da tifosi del River) e di ottenere un risarcimento di 15 milioni di dollari. La trasferta spagnola del "Tano" ha offerto l'occasione per un incontro con Giulini, suo omologo del Cagliari, per intavolare l'affare Nandez. Il centrocampista piace ai sardi, che spenderebbero 15 milioni, mentre gli argentini ne vorrebbero almeno 20. Che c'entra con De Rossi? Nandez è uruguaiano e il Boca ha esaurito gli slot per i calciatori stranieri: per accogliere De Rossi dovrebbe cederne uno.

Il presidente del Boca Angelici ieri a Madrid

La firma di Burdisso

Dopo essere stato vicino alla Fiorentina, dunque, DDR avrebbe ceduto alla volontà di non giocare in nessun altra squadra italiana. Il sogno di fare il vice di Mancini in Nazionale, invece, è ancora in piedi e non verrebbe escluso dall'esperienza argentina: il campionato finisce presto e Daniele avrebbe il tempo di preparare l'Europeo 2020 assieme al Ct. Il suo trasferimento oltreoceano, se dovesse realizzarsi, sarebbe tutto da accreditare a Nicolas Burdisso, che lo ha cercato sia privatamente sia pubblicamente sin dal suo addio alla Roma. Anche perché il tecnico del Boca, Gustavo Alfaro, lo ha specificato lo scorso 26 giugno: «Io non ho chiesto De Rossi».

La strada di Daniele porta a Buenos Aires, dunque, sempre che non cambi idea. Poi potrà chiamare Osvaldo, che era con lui a bordo campo il 26 maggio, e Paredes, con il quale ai tempi aveva condiviso qualche visione notturna del Superclasico, e dare la bella notizia.

di: Valerio Curcio