La stagione di Perotti: maledetto polpaccio, ma Diego si rifà in primavera

L'argentino è stato spesso ai box a causa di noie muscolari che non gli hanno permesso di trovare continuità. Con Ranieri 4 gol in 7 partite

Diego Perotti, 30 anni, il suo contratto con la Roma scade nel 2021, di LaPresse

Diego Perotti, 30 anni, il suo contratto con la Roma scade nel 2021, di LaPresse

23 Giugno 2019 - 11:30

Come era successo già due anni prima per l'addio al calcio di Totti, Diego Perotti risolve a nostro favore anche l'ultima gara di Daniele De Rossi con la maglia della Roma, mettendo a segno il gol della vittoria contro il Parma. Tutt'altra emozione, quella del 28 maggio 2017, con il secondo posto conquistato all'ultimo respiro: quel che è certo è che l'argentino sa come salutare i suoi Capitani. In questa stagione, come fu anche allora, la rete arriva al termine di una stagione a dir poco tormentata, caratterizzata da tanti infortuni.

Più tribuna che campo, per il "Monito", nel 2018-19: il polpaccio che già lo aveva fatto penare ai tempi della sua esperienza a Siviglia, lo costringe a rimanere spesso e volentieri ai box tra l'autunno e l'inverno, quando la Roma fatica a trovare la quadra e perde subito terreno nei confronti delle altre big. Nella prima metà del campionato gioca soltanto due partite da titolare, con risultati opposti: il 23 settembre, a Bologna, gioca tutti i 90'; i giallorossi giocano male, anzi, non giocano affatto, permettendo ai rossoblù (all'epoca allenati da Inzaghi) di raccogliere i primi tre punti della stagione. Il bicipite femorale prima e il polpaccio poi costringono il trentenne di Moreno a dividersi tra palestra, fisioterapia, tribuna e panchina. I compagni che vanno in campo stentano, perdendo contro Spal e Udinese e facendosi rimontare incredibilmente due gol dal Cagliari in nove.

Dopo due spezzoni contro Inter e Juventus, Perotti torna titolare nel "Boxing day" di Santo Stefano contro il Sassuolo: la Roma vince 3-1 e all'Olimpico è proprio l'argentino ad aprire le danze trasformando un calcio di rigore nei primi minuti. La fine dell'anno solare fa sperare in una rinascita della squadra e del "Monito", ma ancora una volta Diego deve fare i conti con un infortunio al polpaccio. Salta le prima quattro partite del 2019, quindi assiste dalla panchina al successo casalingo col Bologna: torna titolare a Frosinone, pur non brillando, e resta in campo poco più di un'ora, prima di essere sostituito da Zaniolo. Il cambio si ripete, ma al contrario, contro la Lazio: la Roma perde malamente, Di Francesco viene esonerato pochi giorni dopo e al suo posto arriva Claudio Ranieri.

Il tecnico testaccino dà fiducia a Perotti, che dal canto suo lo ripaga con tre reti consecutive, due delle quali purtroppo ininfluenti: segna dal dischetto nel ko per 2-1 con la Spal, si ripete dagli undici metri all'Olimpico contro il Napoli, quando la Roma vive probabilmente il momento più basso di una stagione nata male e finita peggio. Torna a giocare una partita intera contro la Fiorentina, il 3 aprile, ed è suo il gol del 2-2: i giallorossi danno segnali di vita, ma l'ennesimo guaio muscolare impedisce al "Monito" di prendere parte ai successi contro Sampdoria e Udinese. Va in panchina a San Siro, nell'1-1 contro l'Inter, e subentra nel finale nel 3-0 casalingo con cui la Roma si sbarazza del Cagliari.

Ma la stagione di Diego sembra essere maledetta tanto quanto quella di tutta la squadra: finisce di nuovo ai box e salta la trasferta di Marassi, dove i giallorossi si fanno raggiungere nel recupero e di fatto dicono addio alle residue speranze di qualificarsi alla prossima Champions League. La sesta gara da titolare in campionato per lui arriva all'ultima giornata: buonissima prestazione, coronata dal gol della vittoria. Festeggiato andando ad abbracciare De Rossi. Quasi non veda l'ora di lasciarsi alle spalle questa stagione maledetta e ripartire, mercato permettendo.

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