Gasp, ricomincia da te. C’è l’occasione giusta
Aquilani e il Sassuolo in difficoltà, prima della sosta serve una vittoria
(GETTY IMAGES)
Fino ad oggi la stagione della Roma ha vissuto secondo una straordinaria linearità: sono state infatti battute, e quasi sempre largamente, tutte le squadre di livello inferiore (Fiorentina, Lecce, Atalanta, Torino, Genoa, Slovan, Cagliari e Udinese), si è pareggiato contro le squadre dello stesso livello (Fenerbahce, Inter, Como e Napoli), si è perso solo con il Real Madrid all’Olimpico e contro il Manchester United in trasferta, e nel modo che sappiamo. A naso, contro il disastroso Sassuolo di questi tempi (cinque sconfitte nelle ultime sei partite, 16 gol subiti nelle ultime quattro partite), dovrebbe arrivare una vittoria, come sono pronti a garantire i bookmakers (mediamente la Roma si gioca a 1,30 la posta, il Sassuolo a 9). Ma chiunque della Roma scendesse in campo oggi (calcio d’inizio ore 20,45, Olimpico come sempre esaurito, telecronaca a scelta tra Sky e Dazn, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista) sottovalutando l’impegno commetterebbe un errore gravissimo.
C’è chi si domanda se la Roma possa avere qualche ripercussione per via della sconfitta dell’Old Trafford. Lasciamo proprio ai bookmakers, che lo fanno di mestiere, il compito di avvertire se ci sia questo rischio o meno. Loro dicono di no. Ma non è questo il punto: basta conoscere un po’ la storia di Gasperini e la filosofia alla base della sua squadra per capire come non esista il rischio che una partita precedente possa avere effetti su quella successiva. Non è mai stato così nel percorso professionale di Gian Piero Gasperini. Non sarà così neanche questa volta, a prescindere da quello che potrà dire il campo. Se la Roma, nell’ipotesi più nefasta, dovesse perdere questa partita, solo un commentatore superficiale potrebbe mettere in relazione quella cosa a questa, ma lo potrebbe fare solo ex post. Quando i concetti fondamentali del gioco della tua squadra sono basati sui principi che peraltro la squadra ha ormai così ben assimilato, il rischio che qualcosa possa andare storto resta connaturato alla partita stessa, all’exploit di una combinazione veloce ben riuscita, tipo quelle che hanno portato all’episodio del presunto rigore con cui lo United ha ridotto le distanze e che avrebbero potuto portare al gol del due a due un minuto dopo e che, infine, hanno portato al gol della vittoria i Red Devils.
Per segnare alla Roma, gli avversari devono essere particolarmente bravi o sfruttare alcune circostanze, come è capitato per esempio al Real Madrid. Ma non è un caso se la Roma dal 15 aprile ad oggi ha perso solo due partite, e contro due squadre con le quali non è certo uno scandalo lasciare tre punti. Anzi, le evoluzioni delle due partite hanno lasciato addirittura diversi rimpianti e quell’idea di aver ridotto il gap con le squadre top. E allora avanti senza paura alla ricerca dei tre punti: con gli scontri diretti tra Napoli e Lazio e tra Inter e Como una vittoria può garantire un bel balzo in avanti. Quanto al Sassuolo, spiace vederlo in queste condizioni, soprattutto perché conosciamo, per aver osservato con attenzione l’evoluzione che Aquilani come allenatore ha avuto a Catanzaro, le potenzialità del progetto che la lungimirante dirigenza emiliana aveva affidato all’ex talento della Roma. A prescindere dal risultato di oggi, se avranno la forza di insistere su di lui, siamo sicuri che i risultati arriveranno. Mandarlo via sarebbe un salto nel buio e una sconfitta per tutti.
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