AS Roma

E venne Gil Manzano

Lezione di storia attraverso gli errori dei direttori di gara mandati dall’Uefa. Dal Gornik a Garcia Aranda, dal Saragozza a Cakir, passando per i trofei impiccati da Spirin e Taylor

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Vittorio Cupi
05 Novembre 2026 - 08:00

Come Gil Manzano, era spagnolo anche lui. Lo diciamo apposta perché magari si offenderebbe, essendo basco, il primo arbitro che ha perpretato un grave torto alla Roma in campo europeo. Almeno in periodo in cui c’è un minimo di documentazione televisiva, perché per come sono andate le cose non abbiamo dubbi che anche Roma-First Vienna 2-3 del 20 settembre 1931 in Coppa Europa Centrale sia stata decisa dall’arbitro Mercet. Ma facciamo pure iniziare la nostra storia da José Maria Ortiz de Mendibil, il fischietto basco che dirige la gara di ritorno della semifinale di Coppa delle Coppe 1970. Dopo l’1-1 dell’andata all’Olimpico, la Roma sta vincendo 1-0 ma il Gornik pareggia al novantesimo su rigore concesso per un fallo fuori area. Bisognerebbe parlare solo di questo, ricordando quella sfida, e non del gol di Scaratti, del regolamento sui gol in trasferta dei supplementari e della monetina dello spareggio a Strasburgo.

Allo stesso modo, incredibilmente dal 30 maggio 1984 si parla di rigori, di chi sbagliè e di chi non tirò, e non del gol del pareggio del Liverpool, chiaramente irregolare per fallo su Tancredi. E pensare che si diceva che la Roma sarebbe stata favorita perché l’arbitro era svedese, come Liedholm. È sloveno come Ceferin, invece, Damir Skomina, che nel 2018 nega alla Roma la possibilità di giocare un’altra finale di Coppa dei Campioni. Nella semifinale di ritorno proprio contro il Liverpool non vede un fallo di mano di Alexander Arnold su tiro di El Shaarawy che avrebbe comportato rigore ed espulsione. La Roma sarebbe andata 3-2, con un uomo in più, a 25’ dalla fine, con due gol da segnare. In precedenza le era stato negato un rigore (con espulsione) per fallo di Karius su Dzeko a causa di un fuorigioco inesistente. Il tutto preceduto da due gol irregolari del Liverpool all’andata e dalla mitica rimonta col Barcellona, che non sarebbe stata necessaria se l’olandese Makkellie all’andata avesse fischiato i due rigori netti su Dzeko e Pellegrini. 

Dai paesi baschi ai Paesi Bassi. Terra di quel van der Ende che nel 1999 mise in atto probabilmente la direzione di gara più antiromanista nella storia insieme a quella di Taylor a Budapest. Fischi costantemente contro, episodi madre: il gol regolare annullato a Delvecchio dall’olandese nel 1999 (quarti di finale Coppa UEFA contro l’Atletico Madrid), il rigore non concesso nella finale di Europa League del 2023 dall’inglese (che già ai quarti di finale contro il Feyenoord aveva annullato un gol regolare a Pellegrini, poi corretto dal var). E almeno un paio di mancate espulsioni. Taylor non è stato l’unico a togliere un trofeo dalla bacheca romanista, perché il russo Spirin indirizzò la finale di andata con l’Inter di Coppa UEFA 1990-91, rigore pittoresco.

Ma tornando al Feyenoord, nel 2024 proprio Gil Manzano non concesse un netto rigore per fallo subito da El Shaarawy. Poi la Roma passò proprio ai rigori. Ai rigori invece era uscita nella Coppa delle Coppe del 1987 a Saragozza, ma ai rigori si arrivò per altri due rigori concessi agli spagnoli dall’inglese Courtney, uno dei quali inesistente. Ma torniamo al nostro Gil Manzano, che nel 2019 in Europa League in Borussia Moenchegladbach-Roma 2-1 convalidò il primo gol dei tedeschi non accorgendosi che nel corso dell’azione il pallone era uscito. Nella gara dell’Olimpico Collum fece di peggio, concedendo al Borussia un rigore per un pallone che aveva colpito Smalling in faccia. Il Var non c’era. Ma cambia poco. Pochi mesi prima, in Champions, in Porto-Roma c’era. Marcinjak però non ritenne di dire a Cakir che il rigore su Schick al 120’ di Porto-Roma era netto. Se la Roma avesse segnato, avrebbe passato il turno. A Porto la Roma non è fortunata e nel 2025 Ranieri perde le staffe e dice ai giocatori di non salutare Tobias Stieler. «Lo ha mandato Rosetti, lo stesso che ha mandato Taylor a Budapest», dice il tecnico a fine partita. E viene punito: nel turno successivo Turpin, che nel 3-0 al Barcellona del 2018 ci mise tanti, inspiegabili, secondi per concedere il nettissimo rigore per fallo di Pique su Dzeko, espelle Hummels dopo pochi minuti in un’azione in cui i criteri per portare all’espulsione non erano tutti soddisfatti. E la Roma uscì dalla coppa a Bilbao, a proposito di paesi baschi.

Non basta un basco, ci vuole l’elmetto quando la Roma gioca in Europa. Già lo sapevamo. Nel 2001 avevamo visto un arbitro farsi il Var da solo, assegnando e poi togliendo un rigore alla Roma a Liverpool, approfittando del fatto che Batistuta non si era accorto della concessione del penalty. Stiamo parlando dell’ineffabile Garcia Aranda, che è di Madrid. Chissà se tifa Real e chissà cosa ha pensato nel 2016, quando all’Olimpico vennero negati due rigori, uno su El Shaarawy e uno su Florenzi, prima dei gol di Cristiano Ronaldo e Jesè. Arbitro Paver Kralovec, ceco, non come la fortuna se ci aggiungi una i. Chissà, forse è solo una questione di (s)vista. Forse.

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