Esorcizzare quegl’incubi, l’ultima missione di Gasperini
Dove tornammo con un 7-1 e un 6-2, chi darà lezioni a chi? Quattro precedenti, quattro sconfitte per la Roma. Ma oggi il livello delle squadre è più vicino di quanto si pensi
(GETTY IMAGES)
Di quella notte si ricorda tutto. Chi c’era non ha dimenticato le difficoltà della trasferta (le cariche, l’inadeguatezza del servizio d’ordine, l’impreparazione delle forze dell’ordine) e soprattutto il vento che accompagnava in campo ogni folata di quegli indiavolati (rossi). Eravamo arrivati al Teatro dei Sogni (così Bobby Charlton definì Old Trafford ai suoi tempi) con un sorriso largo così, consapevoli della forza intrinseca più che dei nomi della squadra di Spalletti, dopo aver espugnato al turno precedente il campo più difficile d’Europa, quello del Lione di Juninho Pernambucano, e dopo aver battuto all’andata in casa (per 2-1) proprio quello stesso Manchester che adesso, in questa notte di tregenda, ci stava facendo impazzire. Quindici minuti, tre occasioni da rete a testa, eppure 3-0 per il ManUtd, con il pubblico assatanato che quando la squadra in campo addenta la preda si eccita alla vista del sangue e diventa un tutt’uno con chi sul campo spinge il pallone. Fu un disastro, una delle più grosse disillusioni della storia romanista, uno schiaffo a sette dita che ci rimandò ad una dimensione più terrena. Ci è capitato di tornarci, addirittura l’anno dopo, due doppi confronti, un pareggio e una sconfitta nella fase a gironi, due sconfitte ai quarti, ma tutto più contenuto, e poi con Fonseca in Europa League, un’altra incredibile disillusione, dopo essersi trovati in vantaggio con Pellegrini e Dzeko dopo mezz’ora, e finimmo storditi con un’altra gragnuola, 6-2, roba da nascondersi dietro le mascherine anti-Covid. Per fortuna che il pubblico non c’era...
Stavolta le prospettive sembrano davvero diverse. Lo United è oggettivamente solo l’ombra dello splendido squadrone che fu mentre la Roma sta vivendo forse il suo momento più brillante in campionato dalle dieci vittorie consecutive (iniziali) di Garcia. A dar retta ai punteggi delle prime tre giornate di questa Champions, più o meno il livello è lo stesso: 4 punti la Roma, 3 lo United. Ma contestualizzando i giallorossi hanno polverizzato lo Slovan Bratislava, hanno preso un punto a Istanbul con il Fenerbahce e si sono arresi solo al Real Madrid a causa però di uno sbandamento inspiegabile, subendo tre gol su calcio d’angolo nel finale dopo aver preso a schiaffi Bellingham, Mbappé e Vinicius per 70 minuti. Gli ex Red Devils, invece, hanno battuto solo il Sabah 4-0, per poi arrendersi 2-0 in casa dell’Atletico Madrid e per liquefarsi in casa del Como, 4-1, il primo dei pesanti rovesci capaci di mettere in discussione Carrick, l’unico elemento dell’intero sodalizio gradito ai tifosi in questo momento.
Ecco perché la partita di stasera (calcio d’inizio ore 21 italiane, le 20 di Manchester, telecronaca esclusiva su Sky, radiocronaca integrale obbligatoria su Radio Romanista) rappresenta la sublimazione della sfida senza rete: la missione di Gasp è esorcizzare un campo tabù (quattro sfide in totale, quattro sconfitte) e candidare ufficialmente la Roma tra le grandi d’Europa, mentre lo United cerca di ritrovare l’antica magia europea proprio contro una rivale già battuta e umiliata in passato. I bookmakers danno addirittura la Roma quasi allo stesso livello del ManUtd. O tempora, o Mora.
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