Gasp vs Fabregas: epoche e stili a confronto, un'altra volta
Il più anziano sfida il più giovane. In passato alcune polemiche e gli elogi
(GETTY IMAGES)
Sessantotto anni da una parte, trentanove dall’altra. Poco più della metà. È la contrapposizione tra due allenatorin di epoche diverse, due ideologie calcistiche di stampo diverso. E divertimento garantito. A fine sosta sarà di nuovo Gasperini contro Fabregas, al Sinigaglia che ospiterà Como e Roma per una sfida, quella della 6ª giornata, già dal sapore di Champions. Quello che è a tutti gli effetti un big match riaccoglierà i tifosi dopo tre lunghe settimane di sosta. E le premesse sono ottime.
Il più anziano col più giovane
Non lo ha perso il primato, Gian Piero. Ancora oggi è il tecnico più anziano della Serie A. 68 anni, appunto, davanti a Spalletti e Sarri. Esperienza e perseveranza compongono il carisma dell’allenatore giallorosso: un gioco propositivo, basato sulla riaggressione, tenace. Specchio dell’uomo portatore dell’idea. Il più giovane, invece, è proprio colui che affronterà l’11 ottobre alle 12.30. 39 anni, 2 mesi, 12 giorni: meno di tutti, ma non manca il carisma. In poco più di due anni la sua squadra è cresciuta a dismisura (grazie anche all’ausilio della proprietà sul mercato); ne è prova, più delle prestazioni, l’accesso in Champions League. L’ultimo confronto risale a marzo scorso e pure in quel caso il campo fu palcoscenico di un incontro bello, eppure condizionato da un errore arbitrale su Wesley. Finì 2-1 per i comaschi. Prima ancora, sempre nel 2025-26, un successo all’Olimpico firmato proprio dal laterale brasiliano.
Quei battibecchi... E i complimenti
Era diventato un caso il mancato saluto, a detta di Cesc, alla fine della partita del 15 marzo. Gasp aveva risposto all’Ansa, “riprendendo” il comportamento dei giocatori avversari in campo quel giorno e della panchina. Un clima per nulla disteso. Almeno fino a quando i due, a Champions conquistata, si sono ritrovati in diretta insieme. «Sono veramente contento per il Como, è stata davvero una bellissima espressione di calcio. A parte quando si buttano un po’ in terra… io bisticcio un po’ con lui», aveva scherzato l’allenatore, scambiandosi elogi col giovane collega. Quest’ultimo aveva replicato, rispondendo a una vecchia “frecciatina” di Gasperini: «Giocavamo col portiere!».
Vecchie voci
E pensare che si era parlato pure di Fabregas, in ottica Roma, prima che arrivasse Gasp. Una mezza conferma era arrivata dalle parole dell’ex senior advisor, Claudio Ranieri. Poi è stato il tempo di Gian Piero e della Champions, col terzo posto. Uno scenario che i tifosi non avrebbero cambiato (e non cambierebbero) per nulla al mondo. Tra due domeniche si riproporrà il tutto. Sperando che a trionfare sia la squadra guidata dal più anziano (e grintoso) di tutti.
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