Roma Femminile

Femminile, Roma a spasso dalle maestre

Spettacolo blaugrana al Tre Fontane. Troppo più forti le spagnole per noi, e poteva finire peggio: evidente la superiorità tecnica, fisica, atletica e, soprattutto, culturale

(IPA)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
01 Ottobre 2026 - 07:00

Che il Barcellona vinca in casa della Roma nella Women’s Champions League non è certo la notizia del giorno, e neanche che largheggi come ha fatto ieri in Gara 2, segnando 6 reti al Tre Fontane e lasciando l’impressione di non aver neanche particolarmente affondato l’acceleratore. Sorprende semmai la leggerezza con la quale le spagnole affrontano ogni impegno, ad esempio entrando in campo per il riscaldamento quasi una ventina di minuti dopo le colleghe della Roma, e poi affrontando ogni momento della gara come se fosse il preludio all’ineluttabile, e cioè al loro gol. Nella mentalità infusa ormai da anni e a qualsiasi livello in quel pianeta così diverso dal nostro il calcio è un gioco semplicissimo: basta che alla portatrice del pallone si affianchino due colleghe al fianco e almeno una in verticale, a formare un rombo che garantisce il possesso continuo fino al varco giusto da indovinare per l’imbeccata decisiva, lo sprint finale, la verticale fatale.

L’enorme bagaglio tecnico è quasi un dipiù, così come lo sono le accelerazioni vertiginose e improvvise e come le doti atletiche che consentono recuperi sulle inaspettate transizioni avversarie. 

Così dopo un inizio persino un po’ cauto, dove il 433 di Piovani sembrava ben ritagliato sulle prime e un po’ troppo articolate manovre blaugrana, ha messo il turbo Graham Hansen (una norvegese che indossa con disinvoltura il 10 al Barca, tanto per dire la sua qualità), ed è entrata in area non affrontata dalle avversarie che si aspettavano un assist mai arrivato, e infatti ha segnato lei.

La Roma ha perso fiducia presto anche perché ad ogni recupero del pallone si aprivano spazi che per sbadataggine, emozione o controlli approssimativi non venivano sfruttati e nell’ipnotico palleggio poi erano sempre le verdi (away kit) a costruire le azioni più divertenti, fino al 2-0 che ha stordito pure Oladipo, suo il tocco dell’autogol finale. In mezzo occasioni anche per Graham, Sidney, Brugts e ancora Sidney. Al 42’ Giugliano ha avuto sul destro la palla buona per far male, ma invece di servire Thoghersen sola ha preferito calciare, trovando sulla traiettoria la testa di Martina.

Thogersen che poi salverà quasi casualmente sulla linea il gol del 3-0, che arriverà però all’alba del secondo tempo, dopo una pressione riuscita dal Barcellona, con sigillo finale di Claudia Pina. Da lì il diluvio, Piovani ha cominciato a pensare al derby di sabato e anche Malen, in tribuna, non si è più divertito a vedere le altre tre reti di Hansen, Claudia Pina e Pajor. Ed è andata pure bene.

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