La rosa ai raggi X: più Soulé che nuvole
Due reti e un assist per Mati, sempre più vicino alla continuità di rendimento. Gasp ha cominciato con Mora, dando poi fiducia all’argentino, che ha trovato anche la nazionale
(GETTY IMAGES)
Le vie del mercato non saranno infinite come quelle del Signore, ma a volte aprono porte nascoste. Anche quando a prima vista sembrano chiuse a doppia mandata. Eclatante in questo senso il caso di Matias Soulé. Tutta l’estate trascorsa in lista di partenza più o meno dichiarata, mentre la Roma ha cercato, contattato, trattato e in qualche occasione è arrivata a un passo dall’accordo, giocatori con caratteristiche simili a quelle dell’argentino. Da Greenwood a Leweling, passando per Summerville, Nusa, Endrick, Fofana e compagnia, non si fa peccato a riconoscere che il desiderio principale di Gasperini sia sempre stato indirizzato sull’esterno d’attacco. Alla fine è approdato Mora, che però ha peculiarità differenti e rappresenta più un investimento per il futuro che un elemento da instant team. E Soulé è rimasto nella Capitale.
L’espressione del viso contrita, molto diversa da quel sorriso stampato sul volto al suo arrivo due anni fa, la raccontava lunga sullo stato d’animo del ragazzo. Eppure Mati incassata la conferma non ha mollato, si è rimboccato le maniche e si è messo a disposizione, pur sapendo di non essere un titolare certo. Anzi. Pronti via, alla prima di campionato contro la Fiorentina, giostrare alle spalle di Malen è toccato al confermatissimo Dybala e proprio al giovane Mora. Con il numero 18 relegato in panchina, almeno per i primi 53 minuti. Poi Gasp lo ha spedito in campo come primo cambio, proprio al posto del giovanissimo portoghese, e sia pure entrando a gara già virtualmente chiusa, il suo impegno è stato apprezzato. Tanto che nella giornata successiva, a Lecce, la scelta per la formazione iniziale è ricaduta proprio su Soulè, che ha ricambiato realizzando il gol del 3-0 e di fatto mettendo la vittoria in cassaforte. Stavolta la staffetta è stata inversa: fuori lui e dentro Mora (autore peraltro della quarta rete), dopo un’ora.
È servita la gara successiva a decretare il “sorpasso”: Rodrigo in campo dal 1’, da trequartista centrale. Mati a rilevarlo poco dopo l’inizio della ripresa, con l’Atalanta già in vantaggio. Risultato: sfida capovolta al fotofinish, con l’argentino protagonista assoluto grazie a un assist (corner al bacio sulla testa di Hermoso) e al gol che ha fatto esplodere l’Olimpico. Da quel momento ha sempre giocato dall’inizio: in Champions a Istanbul, a Torino, nel big match contro l’Inter. Trequartista centrale nel 3-4-1-2 o a sinistra nel modulo con due supporti al centravanti, entrambe posizioni esplorate poco in precedenza. Non sempre è andato al massimo delle potenzialità, in qualche circostanza forse ha difettato nell’ultima fase delle azioni offensive, ma Soulé oggi è un calciatore cresciuto, più vicino alla maturità, che ha conquistato la nazionale argentina. E soprattutto la fiducia di Gasperini.
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