AS Roma

Dal Torino al Torino: 365 giorni dopo il ko sono tutti titolari

Un anno fa la prima sconfitta di Gasp, ora è un’altra Roma. Alzata notevolmente la competitività di tutta la rosa. Balerdi, Castro, de Roon e gli altri sono più che semplici sostituti

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
14 Settembre 2026 - 06:30

La Roma di Gasperini affronta di nuovo il Torino a un anno esatto dalla prima sconfitta del tecnico piemontese, proprio contro i granata. Eppure, nonostante la formazione di allora e quella di oggi potrebbero non differire più di tanto nell’undici titolare, i giallorossi sono profondamente cambiati. Non a caso, tra quella sfida e il match di oggi, c’è stato un terzo posto che è valso il ritorno in Champions League dopo sette anni. 

Si giocava all’Olimpico, il 14 settembre 2025, e il Torino allenato da Baroni ebbe la meglio grazie a un gol di Simeone; la Roma, dal canto suo, si dimostrò molto opaca e non riuscì quasi mai a insidiare la porta dei granata. La formazione titolare era: Svilar; Hermoso, Mancini, Ndicka; Wesley, Koné, Cristante, Angeliño; El Aynaoui, Soulé; Dybala. La scelta di schierare la “Joya” come falso nueve non dette i risultati sperati, ma in generale tutta la squadra apparve sottotono. Provando a ipotizzare la formazione titolare di stasera, almeno sette calciatori (Svilar, Hermoso, Mancini, Ndicka, Wesley, Cristante e Dybala) dovrebbero essere gli stessi di quel giorno. Ma, mentre oggi dalla panchina Gasperini può pescare Balerdi, Molina, un Pisilli ormai maturo, de Roon,  Rodrigo Mora e Castro, 365 giorni fa c’erano Ziolkowski, Tsimikas, Celik, Baldanzi, Dovbyk e Ferguson. Il cambiamento, più che nell’undici titolare, risiede proprio nel salto di qualità compiuto dalla rosa a livello globale.

Gasperini ieri lo ha detto chiaro e tondo: non ha senso parlare di titolari, perché nella Roma tutti sono titolari. Lo è chi comincia la partita, ma anche chi la finisce; e persino chi magari neppure entrerà in campo oggi, ma lo farà nella prossima gara, o in quella successiva. Come già nella sua Atalanta, il tecnico di Grugliasco punta su una rosa non profondissima a livello numerico - circa 18-20 calciatori - ma molto competitiva in tutti i suoi elementi. L’obiettivo è proprio quello di azzerare il gap che c’era in passato tra 11-13 titolari forti e delle seconde linee decisamente inferiori: bastava tirar fuori due o tre titolarissimi e di colpo il livello si abbassava vertiginosamente. Ora l’auspicio a Trigoria è quello di aver creato un gruppo dove nessuno è imprescindibile, ma tutti sono fondamentali. Il campo dirà se la missione è riuscita.

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