La Roma al gran completo: tutti a Torino (i tifosi no)
Senza i romanisti residenti nel Lazio, Gasperini si gode la sua rosa. Dopo tre vittorie consecutive, giallorossi con i granata da grandi favoriti: ecco perché aumentano i nemici
(GETTY IMAGES)
Ci sono i vecchi e ci sono i nuovi. C’è Koné, che era un po’ acciaccato, e c’è Pellegrini, finalmente. C’è la Roma tutta, insomma, questo pomeriggio a Torino (calcio d’inizio alle 18.30, stadio — come ormai d’abitudine — privo dei tifosi romanisti provenienti dalle nostre terre, telecronaca esclusiva su Dazn, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista) ed è una Roma viva e compatta più che mai. A garantirlo è la guida tecnica del gruppo: l’allenatore, Gian Piero Gasperini. Se una squadra è stata capace di restare imbattuta nelle prime quattro partite della stagione, vincendo tre gare su tre in campionato e pareggiando in Turchia all’esordio in Champions, non c’è argomento che tenga e che possa sporcare anche soltanto il dibattito intorno alla squadra. Ci ha tenuto a specificarlo il tecnico nella conferenza stampa che ha preso il posto del pranzo della domenica: «Ma quali gerarchie? Non esistono, sono tutti titolari». E se anche oggi dovesse cambiare qualcosa nella formazione iniziale - il senso del discorso - che nessuno venga a dire che sono cambiate le gerarchie.
Il fatto è che la Roma di quest’anno è nata in piena armonia e il timore che incute in tutti gli avversari deve consolidare le certezze del gruppo, anche se qualche agente provocatore, come è nella sua natura, prova ogni tanto a mettersi di mezzo. E non facciamo certo riferimento alle innocenti domande dei cronisti durante le conferenze stampa, quanto alle assurde rivendicazioni che, per esempio, arrivano da Bergamo. A cominciare dallo striscione su De Roon: bene ha fatto l’allenatore a difendere il suo giocatore, colpevole soltanto di aver preso atto di non essere più centrale nel progetto tecnico del club. Ma facciamo riferimento soprattutto all’assurdo comportamento dell’amministratore delegato del club, nonché vicepresidente di Lega, Luca Percassi, prontamente denunciato dalla Roma. Speriamo che la questione non finisca qui e che qualcuno, tra gli organi giudicanti preposti a farlo, intervenga severamente. Su questa storia Il Romanista vigilerà. I fatti sono stati rappresentati in maniera abbastanza chiara dai testimoni: un’aggressione verbale di Percassi nei confronti di D’Amico, che avrebbe potuto trasformarsi anche in qualcosa di fisico se non ci fossero stati degli steward in mezzo. Qualche preoccupazione, però, ce l’abbiamo su come questa vicenda verrà gestita a livello politico. Sono comunque tutti segnali del fatto che a Roma si stanno facendo le cose per bene e che le gerarchie della Serie A, queste sì, si stanno sovvertendo, con Roma e Como ben lanciate sulla corsia di sorpasso. E quando si esce da certi monopoli — o duopoli o tripoli, cambia poco — bisogna sempre tenere gli occhi aperti e vigilare sulla correttezza di ogni comportamento.
Dubbi sul comportamento della Roma a Torino, invece, non ne abbiamo. Di fronte ci sarà un Toro in fase di ricostruzione, come periodicamente avviene da quelle parti senza che si riesca mai ad arrivare all’eccellenza. Per aggiustare le cose, Cairo ha richiamato addirittura Petrachi: uno che, quando è andato via, ha suscitato gli stessi risentimenti che cova oggi Percassi nei confronti di D’Amico (e di Gasperini...). Vedi poi, con il tempo passa tutto. Quello che non passa mai sono gli assurdi divieti che impediscono ai tifosi della Roma di seguire la squadra in questo campionato. E chi li denuncia, tipo Cristiano Lucarelli, viene persino bacchettato. Anche a questo penseremo nel corso di una stagione che si preannuncia lunga e appassionante. Ora tocca al Torino. Avanti Roma
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