A valanga sul Sassuolo: Roma ancora in finale di Women's Cup
Neroverdi travolte 7-1. Tripletta di Piemonte, Van Dooren ne fa due, a segno anche Doms e Giugliano su rigore. Il 19 sfida alla Juventus per la rivincita di un anno fa
(GETTY IMAGES)
Nonostante le assenze, in controllo totale dall’inizio alla fine. Ieri la Roma Femminile ha travolto per 7-1 il Sassuolo in casa sua e si è aggiudicata per il secondo anno consecutivo l’accesso alla finale di Serie A Women’s Cup.
Alla squadra di Piovani mancavano Pilgrim, Lukasova e Oladipo (90’ in panchina) oltre che Piekarska e Pelegrino Cimò, eppure sembra passata una vita da quando la stessa squadra ha perso proprio con le neroverdi di Colantuono al Tre Fontane mettendo a rischio la qualificazione alla semifinale che si è giocata ieri (era il 30 agosto). Alla Roma è bastato ripartire da una più solida e collaudata difesa a 4, mettere Giugliano in trequarti nel 4-3-1-2 e una tutt’altro che tenace prova delle neroverdi per archiviare la pratica. Nei primi 7’ van Dooren ha siglato una doppietta, prima sfruttando un’ottima azione corale costruita dal basso e poi un errore delle avversarie. Sono tre gol in due gare per l’ex Milan, dopo il 3-0 siglato al 98’ contro la Fiorentina, decisivo per la qualificazione. Nel primo tempo il Sassuolo ha faticato a entrare in partita e le giallorosse ne hanno approfittato: al 15’ Piemonte ha segnato il tris con un colpo di testa, al 35’ Greggi ha colpito una traversa e poi Doms al 38’ ha trovato un gran destro al volo per il poker con cui si è chiuso il primo tempo. Nella ripresa il canovaccio non è cambiato: al 48’ Piemonte ha siglato la doppietta colpendo al volo di destro e Giugliano al 56’ ha segnato il rigore del 6-0 che lei stessa si era procurata.
A chiudere i conti ancora Piemonte per la tripletta personale (la prima in maglia giallorossa) sfruttando al 64’ un errore della difesa avversaria. Poi altre opportunità e il gol della bandiera di Fercoq per una partita che di fatto non è mai stata in dubbio. Una prova e un risultato che possono dare consapevolezza e certezze alla Roma di Piovani, ora chiamata ad affrontare la Juventus in finale il 19 alle 18 per vendicare il ko di un anno fa.
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