AS Roma

Siamo tutti Mati fino all’ultimo respiro

Per Soulé ingresso decisivo con la Dea: in tre partite già due reti e un assist. Dall’estate in bilico al gol con l’Atalanta, l’argentino di nuovo cruciale per Gasperini

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Chiara Ciotti
07 Settembre 2026 - 06:00

Quel boato dell’Olimpico. L’esplosione di adrenalina e tensione di oltre 67mila anime quando la rete si gonfia. All’ultimo respiro di una partita dominata. La corsa e poi l’abbraccio della Sud, quello della squadra e l’esultanza della panchina. Sembrano istanti di una sceneggiatura, invece è il finale dolce (e un po’ folle) vissuto da Matias Soulé con l’Atalanta. Quando al 93’ l’argentino completa la rimonta, avviata dal pareggio di testa di Hermoso, e ribalta la Dea. Con lucidità e qualità, dimostrando che ancora una volta questo gruppo - concetto sottolineato più volte da Gasperini - ci crede e non si arrende mai. E vale per tutti: per chi gioca dall’inizio e per chi subentra. 

Perché proprio partendo dalla panchina Soulé risulta determinante. Convinto fin dal suo ingresso in campo intorno al 54’ al posto di Rodrigo Mora, Mati aggiunge freschezza e anche giocate di qualità: dall’angolo battuto all’89’ nasce il gol di testa di Hermoso, dalla combinazione tutta argentina con Dybala il definitivo 2-1. Quando sulla destra, nella sua zona di comfort, Soulé in area sposta palla sul sinistro e infila Carnesecchi sul primo palo. Ed è l’aspetto più evidente della sua prestazione, condita da 7 tiri totali (il giocatore della Roma con più conclusioni effettuate); 8 passaggi nell’ultimo terzo di campo; 4 passaggi precisi su 5 tentati; 2 duelli vinti su 4 e 3 palloni recuperati. In sintesi: un assist e un gol contro la Dea cruciali per la vittoria finale. Che lo portano finora a due gol e un assist in tre partite di campionato, con un totale di 132 minuti giocati. All’esordio con la Fiorentina rileva Mora, mentre con il Lecce al Via del Mare parte dall’inizio con Dybala e Malen, aumenta il volume della sua prestazione e segna il 3-0 prima di uscire al 60’. Quindi, l’Atalanta con l’apoteosi finale. 

Ma è solo l’inizio. O meglio, l’augurio è che sia solo l’inizio. Anche di un’evoluzione di Soulé per far dimenticare l’immagine del giocatore depotenziato dalla pubalgia della seconda parte della scorsa stagione e rispolverare quella di un anno fa, quando trascinava con assist e gol una Roma che faticava a segnare. Anche, o soprattutto, per cancellare un’estate trascorsa in bilico e appeso all’ipotesi di una cessione fino all’ultimo giorno di calciomercato. Con la Dea il primo passo. E Mati riparte da quel sorriso e da quel boato dell’Olimpico.

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