Chi pensava fosse tutto un'esagerazione, è servito. Francesco Totti ha (speriamo quasi) deciso di lasciare la Roma. Dopo un'avventura meravigliosa durata trent'anni, venticinque in campo ad alimentare i nostri sogni, le nostre fantasie sconfinando fino nell'utopia più utopia. Doverlo scrivere ci fa male al cuore, come mai avremmo immaginato, oltretutto neppure un mese dopo un altro doloroso, lacerante addio come quello di Daniele De Rossi (ma la Roma lo ha capito?). Il risultato è che domani, esattamente diciotto anni dopo la festa scudetto contro il Parma, Totti separerà la sua strada da quella della sua Roma. Ma forse questa non la considera più sua e forse neppure la società ha capito fino in fondo le conseguenze di tutto quello che sta accadendo. Eppure l'amministratore delegato Guido Fienga ha provato (sta provando) a convincere il Dieci a prendersi ancora un po' di tempo prima di un annuncio che pure se non c'è ancora stato, sta devastando un'altra volta la gente romanista. Certo, fin qui, per l'ad, prima De Rossi, ora Totti, tutto è stato meno che un successo.

I titoli di coda

Che si fosse arrivati ai titoli di coda lo si era capito già da qualche giorno, da quando questo giornale a firma di Daniele Lo Monaco, ha scoperchiato il problema. E così ieri, di prima mattina, è cominciata a circolare l'indiscrezione che il Dieci, questione di un paio di giorni, avrebbe tenuto una conferenza stampa per annunciare il suo addio alla Roma. Possibile? Sicuro. Perché sono state sufficienti un paio di telefonate per avere la conferma, supportate anche dalle dichiarazioni del presidente del Coni Giovanni Malagò che, di fatto, apriva le porte del Coni al Capitano, «perché al Coni chi ha dato lustro allo sport italiano è a casa sua». Una casa che non è più Trigoria, altrimenti come spiegare una scelta del genere se non con quella di un'indicazione che è già più di una scelta ormai fatta? L'appuntamento al Coni dovrebbe essere fissato per le ore quattordici di domani. Usiamo il condizionale perché nel momento in cui scriviamo non c'è ancora l'ufficialità per una conferenza che, per quello che ci hanno raccontato, starebbe organizzando Silvia Blasi, sorella della moglie Ilary, sempre più protagonista nell'entourage del Capitano da dove, invece, da un po' di tempo ha assunto un ruolo più defilato quel Vito Scala che per decenni è stato il consigliere più fidato e affidabile di Totti (Vito in questi giorni ha cercato di attenuare la situazione, consigliando il Dieci di andare in vacanza, rifletterci e poi prendere una decisione, ma pare che non ci sia stato niente da fare). Ieri sera a casa di Totti è stata organizzata una festa, probabilmente per anticipare l'annuncio agli amici più cari.

Le parole di Pallotta

Il presidente Pallotta non si capacita di quello che sta succedendo. Non riesce a capire (e probabilmente sta qui il problema) il perché di un addio che, due giorni fa, aveva provato a scongiurare con un'autointervista in cui a Totti aveva dato la più vasta gamma di opportunità per decidere cosa da fare grande. Facendo un errore, però. Cioè citando, a più, riprese, il nome di Franco Baldini. Che non sarà l'unica causa della decisione maturata dal Dieci, ma di sicuro è la causa. Quelle parole di Pallotta riferite a Baldini, pure quelle che ne testimoniavano la stima calcistica, da Totti non sono state prese per niente bene, fino al punto di cancellare pure gli ultimi dubbi su una decisione che di fatto era già stata presa. Non si può più fare niente? Pare di sì, anche se nel tempo che ci separa dalla conferenza stampa, si proverà a cercare una soluzione diversa da quella che invece sta maturando. Difficile, ma vogliamo aggrapparci all'idea che non sia impossibile.

Anche se neppure un passo indietro di Baldini, che dalle indiscrezioni che già circolano sarà indicato da Totti come l'unico colpevole del suo addio, a questo punto sembra poter cambiare le carte in tavola. Totti ha deciso, domani parlerà e il giorno dopo partirà per le vacanze. Solo quando tornerà comincerà a pensare a cosa fare in una vita senza Roma. Al momento non ha ricevuto nessuna offerta da parte di altri club, offerte peraltro che probabilmente rifiuterebbe come ha fatto quando prendeva a calci un pallone. C'è chi dice che potrebbe inventarsi procuratore, oppure occupare un ruolo in Federcalcio, o ancora diventare testimonial dei mondiali in Qatar del 2022. Qualunque cosa dovesse fare, comunque non ci piacerà. Perché il posto di Totti, Baldini o non Baldini, è alla Roma. Speriamo che la notte porti consiglio.