L'identikit di Fofana: gran talento e tanta corsa. E quella gara all'Olimpico...
Ottimo il suo impatto a Lione, poi il ko. Con la maglia del Belgio ha esordito proprio a Roma
(GETTY IMAGES)
L’esordio all’Olimpico in maglia giallorossa, per certi versi, c’è già stato per Malick Fofana: il 10 ottobre 2024, a soli 19 anni, il talento belga che piace alla Roma ha debuttato con la Nazionale dei Diavoli Rossi nel 2-2 contro l’Italia di Nations League; solo 3’ più recupero al posto di Doku, suo amico e idolo, ma difficilmente Malick dimenticherà quel giorno. Da allora ha giocato altre 4 gare con il Belgio, segnando anche una rete. Forse ne avrebbe disputate molte di più, e magari sarebbe stato anche convocato da Rudi Garcia per il Mondiale, se non avesse dovuto fare i conti con un brutto infortunio riportato lo scorso ottobre: una grave distorsione alla caviglia, accompagnata da lesioni che hanno richiesto un intervento chirurgico e una lunga riabilitazione. Il ko lo ha costretto ai box per circa cinque mesi, tanto che la sua stagione si è conclusa con 16 presenze complessive tra Ligue 1 ed Europa League. Ieri ha giocato 20’ nell’andata del preliminare di Champions perso per 2-1 dal Lione con lo Sparta Praga in Repubblica Ceca.
Il tempo, però, è dalla parte di Fofana: 21 anni compiuti lo scorso 31 marzo, ma già un bagaglio di esperienza e il talento di un veterano. Agli esordi nel Gent, nonostante non segnasse moltissimo, mostrava giocate degne di un fuoriclasse: abile a saltare l’uomo, ma anche a rifinire con precisione, abbina a tutto questo anche la quantità. Corre come un esterno di centrocampo, a Lione sostengono che abbia più rapidità e più resistenza dei terzini, e in effetti in Belgio Malick ha spesso ricoperto il ruolo di quinto a sinistra (ovviamente con compiti spiccatamente offensivi); da lì, essendo di piede destro, poteva rientrare e crossare, oppure accentrarsi e puntare la porta. Nel gennaio del 2024, quando tutta l’Europa si stava già accorgendo di lui, l’Olympique Lione si è fatto sotto e lo ha acquistato per 17 milioni di euro più 5 di bonus - una cifra alta, per gli standard della Ligue 1. In sei mesi in Francia 21 presenze e 4 gol, che hanno contribuito alla salvezza rocambolesca dell’OL. La stagione 2024-25 è stata quella della definitiva consacrazione, con 41 presenze condite da 11 gol e 6 assist. Al punto che l’estate scorsa era finito nei radar di Chelsea e Liverpool: si parlava di 60 milioni di euro per il suo cartellino, poi non se n’è fatto niente e il ko gli ha fatto saltare gran parte dell’ultima stagione a Lione. Poco prima che si facesse male, Paulo Fonseca lo aveva stuzzicato: «Mi aspetto di più da lui, deve capire che questo è il suo momento».
Di madre filippina e padre guineano, Fofana è nato ad Aalst, la cittadina della squadra a cui Totti ha segnato il suo primo gol europeo. Era il 1995, Malick non sarebbe nato prima di altri dieci anni. Ora, dopo una stagione difficile, Fofana vuole dimostrare al mondo che non è soltanto l’ennesimo “wonderboy” destinato a perdersi, bensì uno dei talenti più puri del calcio europeo. Chissà se potrà farlo in maglia giallorossa. Quella della Roma, questa volta.
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