Sabatini: «Mi aspetto grandi cose da D’Amico»
L'ex ds a Radio Romanista: «Per me la Roma è stata la vita Massara è un professionista esemplare»
(GETTY IMAGES)
«Anche in questa stagione la Roma ha cambiato il ds. Nella giornata di ieri ai microfoni di Radio Romanista è intervenuto Walter Sabatini, storico dirigente giallorosso. L’ex ds ha trattato varie tematiche a partire dai sentimenti della Roma fino agli atti di stima verso D’Amico: «Tony è un ottimo dirigente, una persona per bene. Poi è un grande fumatore! Molto impegnato e molto serio, devo dire anche molto contenuto, è un uomo che non vive di prepotenza. Mi aspetto grandi cose da un fumatore accanito come lui».
Sabatini ha parlato anche dell’importanza tra un tecnico e il proprio ds, prendendo come esempio il rapporto tra Gasperini e Massara: «Non è necessario rispetto al giudizio su un giocatore, è consigliabile ma non necessario. Serve feeling nei rapporti, l’onestà nei rapporti. Non ho mai detto pubblicamente, per esempio, che la squadra fosse forte. Sarebbe un’imboscata per l’allenatore, anche se nello spirito di chi lo dice non c’è questo. Se la squadra è forte lo deve dire il campo. Chiaro che il rapporto tra i due soggetti è fondamentale, per la serenità del club in generale, e poi per l’operatività. Altrimenti diventa difficile individuare gli obiettivi, è molto importante che ci sia questo presupposto e mi dispiace non si sia verificato tra Massara e Gasperini. Dico con certezza assoluta che Massara è un ottimo dirigente e un essere umano splendido. A volte gli ho detto che è troppo educato. Lui è stato con me anche a Palermo, non solo alla Roma, è un professionista esemplare e un ragazzo di grande cultura e sensibilità. Non l’ho mai sentito mancare di rispetto a nessuno».
Sul calcio di oggi: «Il calcio oggi viene un po’ svenduto, non c’è più nessun piccolo mistero. Oggi non c’è più questa cosa, le telecamere sono ovunque, ogni episodio viene subito proposto in primo piano, è un calcio molto difficile da portare avanti... questi sentimenti sono evaporati, inevitabilmente. Ma ribadisco che il calcio è una tragedia, una meravigliosa tragedia». Nono sono mancate le parole d’amore per la Roma, anche se con qualche rimpianto durante la sua esperienza di sei anni in giallorosso: «La Roma è stata la vita. Ho vissuto sei anni totali, non ho mai fatto o pensato alcuna cosa senza la consapevolezza di chi fossi o cosa rappresentassi. Con Iturbe ho sbagliato, avrei dovuto aiutarlo di più».
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