Da attaccante a terzino, tra Argentina, Italia e Spagna: la storia di Molina
A 11 anni il salto al Boca Juniors nel mito di Messi, con cui vincerà il Mondiale. L'Udinese lo nota nel 2020: in A esordisce contro la Roma. Poi tocca all'Atletico
(GETTY IMAGES)
"Giocavo attaccante, impazzivo per il Barcellona". Chissà se il piccolo Nahuel Molina ha effettivamente mai immaginato un futuro da avversario di quella squadra che tanto amava in età giovanile. Beh, così è dal 2022: le prestazioni con la maglia dell'Udinese, quell'anno, sono di tutto rispetto e l'Atletico Madrid bussa alla porta con 20 milioni di euro, per regalarlo al suo allenatore Simeone. Quando succede, è difficile tirarsi indietro. Per un sognatore, praticamente impossibile. È il 28 luglio, le speranze diventano realtà. Ma già era successo in passato, quando aveva lasciato casa per iniziare a volare.
Alla Gazzetta dello Sport, nel 2020, raccontò le sue origini: "Ho vissuto nella mia cittadina (Embalse, in Argentina, ndr) fino agli 11 anni, poi fui selezionato dalle giovanili del Boca Juniors e mi trasferii a Buenos Aires". Quasi otto ore di automobile. Un'infinità di tempo che affievolisce l'ansia e porta nuove prospettive. Prima ci sono la fame, la voglia di arrivare in vetta, le esperienze tra Club Nautico Fitz Simon e Proyecto Crecer: nasce nel suo paese il 6 aprile 1998, da papà Hugo e mamma Leila; cresce calcisticamente coi suoi amici, nei miti di Messi e del Kun Aguero. Poi arriva la chiamata già citata. Emozioni.
Al Boca, però, viene osservato e si arriva a dama: il suo ruolo ideale è sulla fascia. Passa da uomo offensivo a terzino destro, mansione che copre tutt'oggi. Cresce. Esordisce a 18 anni, nel 2016, contro il San Martin. Dopodiché, parte: il vento lo porta prima al Defensa y Justicia, poi al Rosario Central. Sono esperienze utili a evidenziare le sue qualità nella spinta. Tant'è che è l'Udinese, nel 2020, ad accorgersi di lui. In pieno Covid, dopo che il Boca non aveva creduto in lui, Nahuel fa il salto tanto atteso e vola in Italia, a titolo gratuito.
Pare un gioco del destino. Ma la prima squadra che Molina si ritrova davanti, nella sua avventura nella penisola, è proprio la Roma. L'esordio arriva il 3 ottobre: entra a gara in corso e gioca 28' come esterno destro di centrocampo, dove affina ancor più le sue doti offensive. L'inizio non è perfetto e fino a febbraio è un semplice sostituto, chiamato a non far rimpiangere la prima scelta. Poi cambia qualcosa. Accumula altri 28' nel ritorno coi giallorossi e dalla sfida con la Fiorentina diventa insostituibile: le gioca tutte, tutti i 90', da lì fino al termine del 2020-21. Inanella assist e prestazioni convincenti, oltre a due gol, uno al Benevento e alla Juventus. E in estate è il turno della Copa America, vinta con la sua Argentina (che aveva già assaporato a giugno): l'inserimento in lista è un sogno che si avvera. Il successo finale, pur senza scendere in campo, pura follia.
E pure la seconda annata in bianconero va alla grande. Addirittura, in 37 presenze fa registrare 8 gol e 5 assist. C'è ancora la Roma di mezzo: il 13 marzo 2022 segna un gran gol contro la squadra di Mourinho, rischiando di rovinarle la festa (finirà 1-1). Forse solo un altro caso.
L'Atletico Madrid si accorge di lui. 20 milioni e il gioco è fatto: Simeone ha un nuovo uomo da schierare sulla fascia, ormai avvezzo alle sfide più importanti. Nel frattempo, ha pure vinto la Finalissima con l'Italia e a dicembre sarà tempo di salire in cima al mondo ancora con l'Albiceleste (con cui stavolta sarà titolare). Ma andando con ordine: all'avvio coi Colchoneros rimedia una squalifica di due giornate, salvo riscattarsi con buone gare già nelle settimane successive. Che agisca da terzino o esterno di centrocampo, garantisce sicurezza. In Qatar fa la storia del suo paese, quando la sua nazionale vince ai rigori con la Francia. Insieme al suo idolo. 4 gol e 4 assist segnano il bottino della prima stagione spagnola. Nel 2023-24 perde un po' di minutaggio, ma i numeri restano alti (2 reti, 6 assist) e a fine annata vince nuovamente la Copa America. Fino a quando, un anno dopo, il rendimento cala ulteriormente e finisce per perdere il posto a discapito di Llorente.
Nell'ultima stagione, 2400 minuti (in 46 presenze), 2 gol e 4 assist, oltre a 5 cartellini gialli. E a metà luglio, il ko in finale Mondiale contro la Spagna. Un metro e settantanove centimetri di altezza, tanta esperienza accumulata nel corso degli anni. Ora, una nuova sfida si prospetta di fronte a Molina. In quella Roma che, una volta arrivato in Italia, gli ha aperto la strada verso un futuro roseo.
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