AS Roma

La stagione di Mancini: Romanismo a manciate

Per Gianluca è l'anno della conferma: Gasp lo conosce e lo mette al centro. 45 presenze, a riposo solo in casi estremi e quelle 2 reti al derby che portano alla Champions

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
10 Giugno 2026 - 07:30

Con quei due gol al derby, Gianluca Mancini ha affisso un concetto importante: tra i pilastri di romanismo di questa Roma c'è anche lui. Lui, che è nato a Pontedera e della Capitale aveva precedentemente sentito solo parlare, sa più di tanti che cosa rappresenta quella maglia dal lontano 2019. Sette anni passati a gioire, a subire torti; a dover digerire critiche e appellativi forse esagerati: come quel “banda del sesto posto”. Che magicamente, a Verona, è diventato “banda del terzo posto. Ma non è solo la sfida del Bentegodi, l’ultima di un'estenuante stagione, a incoronare il numero 23 giallorosso.

C’è un dettaglio su tutti: le presenze. 45, tra Serie A ed Europa League, di cui 43 dal 1’. Solo quattro le assenze, ma per cause di forza maggiore (tre per squalifica, una per ko muscolare) e mai per scelta tecnica. Gasperini torna in estate: lo conosce, lo esalta. Lo prende e lo mette a destra della sua retroguardia a tre. Già col Bologna, dimostra solidità e lucidità col primo clean sheet stagionale. Fa lo stesso a Pisa; col Torino in casa, invece, lancia qualche segnale negativo. Ma è un caso isolato. Tempo di derby, tempo di “Mancio”: lotta, suda, dal Romanista arriva un bel 7 che si ripete a Nizza (dove sigla il primo gol della sua annata) e, successivamente, a Sassuolo, dopo prestazioni sufficienti. La Roma cresce nelle prestazioni, lui pure e lo mostra pienamente col Milan: a San Siro arriva un ko segnato da una ritrovata efficacia tecnico-tattica. Coi Rangers fa una partita da 7, poi aggiunge mezzo voto contro l’Udinese, quando il 2-0 romanista è segnato da un bell'assist per Celik al culmine di un’azione corale (e determinante).

La stagione di Gianluca procede a gonfie vele. Dopo la Cremonese, la Roma è prima in solitaria. Alla parola «scudetto», ricevuto il premio “Beppe Viola” al Salone d'Onore del Coni, risponde con un gesto scaramantico che trasuda romanità. L’obiettivo, però, è un altro: si chiama Champions. E l’impressione è che sia fattibile. La vittoria di squadra col Como suggella il momento d’oro di Mancini e della Roma; poi, Juve e Atalanta si impongono e così fa pure il Torino in Coppa Italia. Il 23 non c'è, è fuori per squalifica. Guarda da lontano il 2-3 dell'Olimpico e l’uscita di scena dei giallorossi dal torneo. Torna a giocare in casa granata, rendendosi protagonista con una buonissima gara e ripetendosi con Stoccarda e Milan. La Grecia segna uno dei suoi bassi: col Panathinaikos sbraccia in campo aperto e prende rosso; è Ziolkowski a pareggiare nel finale, in dieci uomini, e a rimediare all’errore. Lecito. Così come i successivi problemi collettivi.

Ben presto, si sale sulle montagne russe. Il pari di fine gara con la Juve, dopo Udinese, Cagliari, Napoli e Cremonese, taglia le gambe e lascia spazio ai ko con Genoa e Como. Mancini prova a tenere a galla la Roma con prestazioni dignitose. Senza riuscirci. E alla sosta si arriva col successo col Lecce, che sa quasi di consolazione. Non prima dell’uscita dall’Europa League per mano del Bologna: 1-1 al Dall’Ara, 3-4 all’Olimpico. Crisi finita? No: serata di Pasqua, San Siro, crollo totale. 5-2 per l’Inter. Un calo inspiegabile. E che apre alla ribalta: da quel 5 in pagella con gol, “Mancio” prende il volo. Resta out col Pisa per infortunio, ma già con Atalanta e Bologna mette in atto tutto il suo repertorio. Grinta, attenzione e praticità. Che si palesa ancor più con la Fiorentina: altro colpo di testa, via al 4-0. A Parma c’è una partita ondeggiante ma che porta a un magnifico trionfo. E al derby è un tripudio di romanismo. Doppietta, vittoria (l’ennesima) e incubo (loro) confermato. C’è un 9 dal Romanista a mettergli la corona. Che fa rima con Verona: la sua stagione si chiude con un 7 e la Champions. Quel gesto scaramantico, forse, alla fine è servito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI