Il giorno prima della semifinale dei Mondiali
È tutto pronto: cresce l’attesa per Roma-Fiorentina. Eccolo il motivo dell’interesse per questi mondiali: aiutarci a consumare giornate verso l'inizio del campionato
(GETTY IMAGES)
Ci siamo, domani inizieranno i Mondiali di calcio. Centoquattro partite in trentanove giorni, tre Paesi e sedici differenti stadi, quarantotto squadre per milleduecentoquarantotto giocatori: una organizzazione capillare, due milioni di biglietti venduti e chissà quanti – di milioni – di telespettatori sparsi in tutto il pianeta.
È tutto pronto: cresce l’attesa per ROMA-Fiorentina.
Eccolo, allora, il motivo principale dell’interesse per questi mondiali: aiutarci a consumare giornate, avvicinarci al fischio d’inizio del campionato, confondere il tempo cercando di ingannare le nostre aspettative per la prossima stagione che non vediamo l’ora di vivere.
Perché più di un dribbling di Messi ci interessa scoprire la nuova maglia giallorossa con il nostro stemma, più di un gol di Mbappé capire quando potremo abbonarci, più di una parata di Alisson quando ci sarà il sorteggio per la prossima Champions League: non è qualunquismo, è la realtà delle cose per chi considera il calcio senza la ROMA un gioco e allora giocate, perché noi facciamo un’altra cosa, crediamo in un’altra cosa: siamo un’altra cosa.
E dentro al pallone, anziché la camera d’aria, ci mettiamo l’anima: eccola, allora, la discriminante per trasformare questo gioco in qualcosa di più di uno sport rendendolo, immediatamente, poesia e prosa, gloria e tormento, vita-morte e miracoli: la storia delle nostre famiglie rappresenta il tessuto sociale dentro il quale la ROMA popola di risultati i nostri giorni dando vita e anima, rieccola, a quelli che per tutti gli altri sono semplici tabellini con formazioni, sostituzioni e minuti dei gol.
Quelli dei Mondiali, invece, per quelli come noi rimarranno tali: semplici tabellini.
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