AS Roma

La Roma dei romani

Campo Testaccio teatro di una partita storica contro il Modena vinta per 4-2. Questione di DNA: sul terreno di gioco 10 figli della Capitale su 11, l’unico “straniero” è Benatti

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PUBBLICATO DA Tonino Cagnucci e Massimo Izzi
29 Maggio 2026 - 08:00

In un’intervista di Sandro Ciotti a Fulvio Bernardini, La Roma racconta, del 1979, il giornalista sportivo chiedeva all’ex campione e allenatore: «Perché la Roma fu subito così popolare?». «Eravamo quasi tutti romani». «Ah, ho capito, quindi la gente s’identificava con voi». (…)

Quando, il 1° dicembre 1992, in una pausa del suo lavoro, intervistai Eusebio, sul sedile posteriore di una macchina di rappresentanza, saltò fuori questa storia che ancora gli dava fastidio: «“Il Littoriale” – mi disse – fece un referendum: “Dite qual è quel giocatore, quel giovane romano della Roma e della Lazio, che segue le orme di Ferraris e Bernardini”. Ho vinto io. Solo che dopo (…) si è venuto a sapere che ero nato a Rimini. Hanno cominciato a dire: “Quello manco è romano”. Hai capito! Lì per lì l’avevano masticato, mandato giù. Ma io so’ nato a Rimini e so’ venuto a Roma a 4 anni…». Insomma Eusebio si sentiva, ed era, romano dalla testa ai piedi e questo capitolo del libro non poteva non essergli dedicato 16 aprile 1992.

Fine campionato, la Roma è in attesa di giocare contro il Modena, una serie d’infortuni ha spalancato la porta all’utilizzo di alcuni elementi di rincalzo alle primissime armi o quasi. Facendo i conti, ci si rende conto di quello che il 29 maggio viene scritto da «Il Messaggero»: possiamo affermare che solamente la Roma, fra tutte le società italiane, può presentare una squadra di tutti elementi locali. Tale possibilità del massimo sodalizio sportivo della Capitale dimostra come le cure dei dirigenti siano ispirate a sani criteri sportivi in quanto, come è noto, l’ideale sarebbe di promuovere confronti fra squadre composte di elementi locali. Lodevole è perciò l’intento della Roma ed esso va incoraggiato e apprezzato dal pubblico romano. 

E la Roma che si appresta a scendere in campo contro gli emiliani è composta di dieci romani (l’unico “straniero” era Benatti). Un segno potente del DNA di questa squadra, pronta ad abbracciare tutti i suoi tifosi sparsi in Italia e nel mondo, ma nata per Roma e per i romani e, sul campo, difesa da calciatori romani.

Alla pattuglia di consumati protagonisti dei teatri calcistici capitolini – Ballante (di Tivoli ma romano di adozione), De Micheli, Mattei I, Ferraris IV, Bernardini, Degni, Fasanelli – per il match del 30 maggio vanno ad aggiungersi Bossi, Preti ed Eusebio, vale a dire l’intero reparto offensivo della Roma II. Bossi proveniva dal Football Club di Roma (a oggi se n’è trovata traccia in una formazione Boys sin dal novembre 1924) e aveva debuttato nella Roma II il 23 luglio 1927 contro l’Attila, per poi affacciarsi in prima squadra già il 27 settembre 1927 nell’amichevole contro lo Slavia Sofia, disputando la prima gara ufficiale il 15 luglio 1928, in Coppa CONI, contro la Pro Patria. Eusebio, invece, inizia a giocare nell’oratorio dei Cavalieri di Colombo per poi passare ai Boys dell’Alba. In giallorosso compare già nel gennaio 1929, quand’era nella squadra B, e a marzo dello stesso anno fa il suo ingresso in prima squadra con il debutto in serie A contro il Novara. Per quanto riguarda Armando Preti, era certamente nella Roma al momento della sua fondazione, visto che risulta tra i convocati della Roma III che al Campo Appio aveva affrontato il Tramps FC, il 20 novembre 1927. Passa poi nella squadra riserve, quantomeno sin dall’ottobre 1928, ma debutta in serie A il 2 febbraio 1930 contro il Bologna.

Con questa pattuglia di giovani (rispettivamente 17, 18 e 19 anni) la Roma si appresta a scendere a Campo Testaccio. È un vero trionfo: Eusebio segna due reti, la prima mettendo a frutto una «magnifica centrata di Fasanelli», la seconda raccogliendo una rasoiata di Fasanelli che si stampa sul palo permettendogli di ribadirla in gol. Piermarini, sulle pagine de «L’Impero», scrive: Eusebio ci è parso giocatore calmo, intelligente e dal perfetto piazzamento e quel che più conta decisissimo sulla palla quando questa si trova nella possibilità di essere lanciata in gol. Le sue azioni nel primo tempo sono state chiarissime e improntate ad un gioco fine e lungimirante, capace sempre di trovare la migliore via di allacciamento con i compagni quando non era possibile trovare quella della porta avversaria.

Anche Preti va a segno, su passaggio di Bernardini, con un gol che secondo la cronaca de «Il Messaggero» manda in delirio il pubblico che «applaude entusiasticamente». Per Preti il giudizio non è meno lusinghiero anche se con una tiratina d’orecchi per l’eccessiva foga: Si è disimpegnato onorevolmente, solo che troppe volte lo abbiamo visto scorazzare verso i reparti di estrema difesa, mentre bene avrebbe fatto a restare più vicino ai compagni di linea e a risparmiare quel fiato che poi alla ripresa ha dimostrato di non possedere più a sufficienza.
Mentre per Bossi valga quello che «Il Messaggero» diceva alla vigilia: «Si è già brillantemente affermato nel difficile ruolo affidatogli ed ha dimostrato che esso si addice pienamente alle sue doti e alle sue caratteristiche di giuoco».

Per chiudere il conto dei gol ne manca ancora uno: lo segna Cesare Augusto (e scusate se il nome è poco romano) Fasanelli, su passaggio di Benatti «dopo alcune finte».

Tratto dal libro Le 100 partite che hanno fatto la storia della AS Roma (Newton Compton)
29 maggio 1930, Roma (Campo Testaccio, ore 15:00) – Campionato Serie A

Roma: Ballante; Mattei I, De Micheli; Ferraris IV (Cap.), Degni, Bossi; Benatti, Fasanelli, Bernardini, Preti, Eusebio. 
Allenatore: Burgess.

Modena: Policaro; Setti, Camurri, Ansaloni, De Pietri, Pedrazzi, Aimi, Carnevali, Scaramelli, Mazzoni, Piccaluga. 
Allenatore: Ging.

Arbitro: Cassetta di Milano.
Marcatori: 16’ pt Eusebio, 17’ pt Eusebio, 20’ pt Preti, 43’ pt Carnevali; 25’ st Piccaluga, 30’ st Fasanelli.

Muta da gioco: Maglia a maniche lunghe rossa con collo a V giallo. Pantaloncini bianchi e calzettoni rossi con fascia gialla.

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