Calafiori: "Mi piacerebbe tornare a Roma prima o poi. Lì ho un conto in sospeso"
L'ex difensore giallorosso in un'intervista: "Il fatto che sia tornata in Champions, dove merita di stare, può fare solo bene alla piazza e alla società. La tiferò sempre"
(GETTY IMAGES)
In un'intervista a La Repubblica, Riccardo Calafiori ha raccontato - tra i vari argomenti - della sua esperienza in Premier League, della Roma in Champions e perfino di Gattuso alla Lazio. Ecco un estratto delle parole dell'ex giallorosso:
La più grande differenza fra serie A e Premier League?
«In Italia è impensabile che venga dato tempo a un allenatore che non vince subito. Se all'Arsenal c'è una bellissima alchimia è merito di Arteta, ma anche del club che ha saputo aspettare. Vale anche per me, non avevo mai giocato due stagioni in un club».
Perché il calcio inglese è così superiore a livello fisico e di intensità rispetto all'Italia?
«Quando sono arrivato, ero un po' sulle gambe e mi sono detto: "Qui non giocherò mai". La differenza è nello sviluppo della settimana e nei carichi di lavoro. Qui si giocano sessanta partite l'anno, quindi l'allenamento è incentrato sul recupero. L'idea è arrivare sempre al meglio alla partita. È un fatto di mentalità».
Nella prossima Champions ci sarà la Roma.
«Sono molto contento. Ho sentito Mancini, Cristante e Pellegrini, che mi hanno anche scritto per il compleanno. Affrontarla in Europa sarebbe speciale. Mi è già capitato con la maglia del Bologna, ma sarebbe diverso».
Pensa a un ritorno in Italia?
«Non adesso. Uno dei motivi per cui sono venuto a giocare in Inghilterra è che pochi italiani hanno fatto carriera qui. Ma come si sta in Italia non si sta da nessuna parte. E lì ho dei conti in sospeso».
Si riferisce alla Roma?
«Certo. Ero piccolo, ho giocato pochissime partite. Mi piacerebbe tornare nella mia squadra del cuore».
A Trigoria si punta su Gasperini, che a Bergamo ha segnato un'era. Immagina per lui un progetto a lungo termine, alla Arteta?
«Sono felice che alla Roma si dia fiducia a Gasperini. Non so se diventerà il nuovo Arsenal, ma il fatto che sia tornata in Champions, dove merita di stare, può fare solo bene alla piazza e alla società. La tiferò sempre».
Cosa pensa di Gattuso prossimo allenatore della Lazio?
«Da romanista, mi spiace per dove è andato ad allenare, ma sono contento per lui. È stato la prima persona che ho sentito la mattina dopo avere vinto la Premier. Mi è stato vicino in un momento difficile, gli sono grato».
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