A tutto Koné: «Andare in Champions anche per entrare nella storia del club»
Il centrocampista si racconta al canale della Lega Serie A tra passato, presente e ambizioni con la Roma
(GETTY IMAGES)
Tra le strade della città, nel cuore del quartiere Garbatella, con uno sguardo rivolto al futuro della Roma. E il futuro è già domani al Bentegodi per ritornare a riveder le stelle dopo anni di digiuno. Manu Koné - a Verona ci sarà, dopo aver saltato il derby - si racconta al canale della Lega Serie A, all’interno del progetto di promozione internazionale “Champions of Made in Italy”. Lo fa passeggiando tra le vie di Roma, lo fa facendo tappa a Trigoria, in palestra e negli spogliatoi. Il centrocampista ricorda la sua infanzia in Francia e svela qualcosa in più di Manu fuori dal campo e della sua famiglia («Mia madre a volte guarda le partite e mi dice che in campo non mi riconosce e che sono un po’ pazzo. Per me il campo e la vita fuori sono due cose diverse. In campo voglio vincere, ma in fondo sono una persona timida e riservata»).
Ma soprattutto sottolinea le ambizioni del club che vede all’orizzonte la possibilità di tornare in Champions. Ne parla partendo dalla frase che i giocatori vedono tutti i giorni incisa sul muro della palestra al Fulvio Bernardini: “Vincere malgrado tutto”. «Hanno inserito anche quella frase in modo che quando si arriva in palestra si abbia una mentalità vincente - spiega Manu -. Sappiamo sempre dove ci troviamo e soprattutto dove stiamo andando, con lo stesso obiettivo comune. Perché siamo una squadra: in campo siamo 11, ma ci sono anche i sostituti, tutto lo staff, l’allenatore, i fisioterapisti e i preparatori atletici. Penso che tutto questo componga la squadra, specialmente qui a Roma. Siamo tutti insieme, tutti uniti».
E ancora: «Ogni partita è una finale. Per tutti. C’è più atmosfera e c’è più stress. Devi vincere». Dunque, Verona e Champions. Perché Koné ne è ben consapevole: «Per la Roma è importante qualificarsi in Champions e giocarla. Penso che quando lo farò, se avremo l’occasione di farlo, tutti si ricorderanno di me per essere entrato un po’ di più nella loro storia. So che è passato molto tempo dall’ultima volta. Voglio solo che mi ricordino come un ragazzo allegro, che ama prendere in giro i compagni e che è contento di essere qui». Presente e futuro, anche personale, nelle parole di Manu: «Sono contento, resto ambizioso e so di non aver ancora sviluppato al 100% le mie qualità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE