Mai stato confronto
La Roma comanda il calcio della Capitale e anche quest’anno ha già messo dietro i rivali. Nei 94 campionati di A 53 volte sopra in classifica e 10 stagioni a una categoria di distanza da loro
(GETTY IMAGES)
Pensieri e parole se le porta via il vento. Come sempre quando si prova a confrontare la storia della squadra della Capitale, con quella di chi si è posto fin da subito sulla parte opposta della barricata. Anche stavolta la Roma chiuderà sopra alla squadra ubicata a Formello: non serve attendere la fine della stagione, gli attuali 13 punti di vantaggio a quattro giornate dal termine sono irrecuperabili. E volano via pensieri e parole non perché musicate da un immenso cantautore (sul quale gli appropriatori indebiti di personaggi scomparsi hanno tentato di incollare l’ennesima pecetta immotivata). Ma perché quando si tratta di classifiche e punteggi, i numeri azzerano ogni discussione. «Davanti a te ci sono io», cantava lui. Fotografando inconsapevolmente alla perfezione almeno 63 dei 94 campionati a girone unico: 53 volte sopra di loro, altre dieci a una categoria di distanza.
Un dominio cittadino incontrastato da parte della Roma, in difficoltà - relativa - soltanto in due lustri. Per il resto, qualche sporadica sortita dei rivali, più estemporanea che realmente significativa. Ogni volta che il caso gli ha fatto sporgere il naso in su, le cadute sono state rovinose (e di riflesso gloriose per noi). Oltre seiecentocinquanta punti di distacco complessivi (653 per l’esattezza, ma la forbice potrebbe allargarsi da qui a fine campionato) raccontano anche più dei dieci anni di differenza di categoria (loro 11 in B, come risaputo, ma è meno noto che dal computo è stata esclusa la retrocessione subita in Divisione Nazionale nel 1927/28). Così come sono indicativi i rispettivi piazzamenti finali in classifica, con noi frequentemente nella parte sinistra; e loro nella colonna meno nobile, come storia comanda. Poi una serie di lunghi cicli che ci pongono in posizione di dominio. Assoluto. Fin dall’istituzione del campionato a girone unico, avvenuta nella stagione 1929/30.
La Serie A nasce a ridosso della fondazione della Roma, che come da inno è «nata grande». In senso letterale. Tanto da centrare 3 podi, senza mai scendere sotto il sesto posto, in ognuno dei primi 7 anni di vita. Nei quali arriva sette volte consecutive davanti ai dirimpettai. Cominciando quindi con il piglio giusto e dando un indirizzo preciso alla storia. Dall’inizio e per sempre. Poi il primo Scudetto della Capitale - conquistato ovviamente dalla squadra che ne porta il nome - segna un ulteriore solco. L’anno successivo al tricolore si verifica un ex aequo senza precedenti. Né repliche. Da lì in poi il campionato viene sospeso per la guerra e riprende diviso in due gironi: uno cosiddetto dell’Alta Italia e l’altro denominato del Centro Sud. In quest’ultimo sono iscritte entrambe le squadre, ma a finire davanti - nemmeno a dirlo - sono i giallorossi, con ben 10 punti di vantaggio. Gli anni dal 1947 al ‘52 rappresentano il periodo più drammatico per la Roma.
I dirimpettai ne approfittano. Ma è gloria effimera e il decennio successivo segna la rinascita. Gli Anni 60 scandiscono la prima sostanziale differenza di categoria, con i biancocelesti che scendono in serie cadetta per tre volte, passando 5 stagioni complessive in B, anche in anni in cui dalla parte opposta (quella giusta) si alzano trofei nazionali e continentali. Il decennio successivo è poco felice per la Roma, ma sul finire del periodo si pongono le basi per la miglior squadra mai vista a queste latitudini.
Nemmeno a farlo apposta, negli stessi anni il primo grande scandalo calcistico travolge i dirimpettai e li rimanda in B. Per ben due volte e sei stagioni, spingendoli fino all’orlo della C e del fallimento. Gli spareggi cui sono costretti per non sprofondare segnano l’apogeo di un periodo che ci vede vincere scudetto, quattro coppe Italia e disputare una finale di Coppa Campioni. C’è un abisso di distanza, sintetizzato dai 299 punti accumulati in 13 stagioni consecutive davanti.
Gli Anni 90 sono più acri che dolci, ma come sempre accade, appena loro si rialzano, la Roma li travolge. Così dal terzo titolo del 2001 a oggi, sono ben 18 le volte in cui li mettiamo alle spalle. Centrando anche il massimo distacco di sempre: 37 punti nel 2005/06, complice la penalizzazione (loro) per il coinvolgimento in Calciopoli. Sul campo la prima era spallettiana ripropone una differenza di 36 lunghezze appena due anni dopo, nel 2007/08. E anche con la prima proprietà americana sono sette le stagioni consecutive nelle quali finiamo sopra. Con distacchi anche di 29, 26 e 17 punti dal 2013/14 in poi. Col passaggio ai Friedkin la Roma ritrova la sua vocazione europea, sacrificando qualcosa entro i confini. Ma da 3 anni torna a lasciare i rivali alle spalle. Tanto per confermare ciò che è sempre stato. «È per questo che la Storia dà i brividi. E nessuno la può cambiare», cantava un altro grande. Lui romanista. Sicuramente.
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