AS Roma

Quarti o a tutti costa

Dopo l’addio anticipato all’Europa League, resta soltanto la qualificazione in Champions. Senza la pioggia di milioni dalla Uefa, bisognerebbe realizzare un centinaio di milioni di plusvalenze

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
21 Marzo 2026 - 06:00

Quarti a tutti i costi. O a tutti costa. La convergenza forzata sull’ultimo obiettivo rimasto rappresenta l’effetto più immediato della cocente, anticipata e per certi versi inopinata eliminazione dall’Europa League. Il primo problema in ordine temporale è nella strada a senso unico imboccata ancora prima dell’inizio ufficiale della primavera. Il secondo risiede nell’attuale stato di forma della squadra, che non suggerisce particolari motivi di ottimismo rispetto ai tentativi di scalata della classifica di Serie A. Fin qui la parte sportiva. Perché poi il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions rappresenta uno spauracchio soprattutto per le casse societarie. 

Il traguardo - se così si può definire - del piazzamento sotto il podio, paradigmatico del calcio contemporaneo, resta tutt’altro che eccitante per buona parte dei tifosi. Ma la pioggia di milioni garantita dalla Uefa in caso di accesso alla massima competizione continentale, più che allettante è ormai necessaria. Quantomeno per evitare un metaforico bagno di sangue nella prossima sessione di mercato. Senza gli introiti della Champions, la cifra da mettere insieme tramite le plusvalenze si aggirerebbe intorno al centinaio di milioni. Immaginare chi potrebbe essere sacrificato sull’altare del fair play finanziario è semplice quanto ozioso. Sta di fatto che la possibilità di rimpinguare i conti attraverso l’Europa diventa il principale motivo d’interesse del finale di stagione.

Tanto per avere una vaga idea di quanto i contributi economici della Uefa possano influire sulle potenzialità tecniche, basti pensare che anche il torneo appena abbandonato dalla Roma ha fruttato una cifra consistente. Senza contare gli incassi dal botteghino. Fra partecipazione alla fase campionato; premi per vittorie e pareggi; piazzamento finale in classifica e relativi bonus; qualificazione agli ottavi di finale; e cosiddetto Pilastro value (ovvero la somma di quelli che fino a poco tempo fa erano coefficente del club e market pool), la Roma incasserà poco meno di venti milioni. Un percorso simile - quindi non proprio trionfale - in Champions varrebbe almeno il triplo. Fisiologico che sia una priorità per chi guida il Club. 

Ma a nove giornate dal termine e con due squadre davanti - per quanto vicine - l’impresa è tutto tranne che agevole. Se l’ipotetica quota per agganciare la quarta posizione fosse 72 punti, gli uomini di Gasperini dovrebbero coglierne 21. Ovvero vincerne sette (o sei ma senza sconfitte). Con un calendario che dopo il Lecce, prevede l’Inter a Milano, Pisa e Atalanta in casa, Bologna fuori, Fiorentina all’Olimpico, Parma in trasferta prima del derby e dell’ultima a Verona. Può cominciare la corsa. All’oro della Uefa.

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