AS Roma

Non basta Arena, Roma già fuori dalla Coppa Italia: termina 2-3 col Torino

Tre volte in vantaggio i granata, non servono i gol di Hermoso e del baby bomber

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
14 Gennaio 2026 - 06:00

Alla fine il sogno si è tramutato in un incubo, alla fine passa il Toro con un gol al 90’ e piange la Roma, eliminata prematuramente, agli ottavi, per l’ennesima volta da una competizione, la Coppa Italia, che una volta sentivamo nostra ma nella quale ormai da anni recitiamo un ruolo da comprimari. Anche ieri la squadra giallorossa (in maglia bianca, contro i granata in maglia nera, scherzi del marketing) non ha dato il meglio di sé e con una squadra inedita e piena di giovani riserve si è arresa all’avversario. Tre volte gli ospiti sono andati in vantaggio: la prima con Adams al 35’ del primo tempo, la seconda con il raddoppio dello scozzese al 7’ del secondo tempo dopo il momentaneo pareggio di Hermoso ad inizio ripresa (26 secondi di gioco, per l’esattezza), la terza con Ilkhan al 90’, dopo la prodezza di Antonio Arena, giovanissimo attaccante della primavera della Roma (gioca sottoetà, non avendo ancora compiuto neanche 17 anni) che è entrato in campo a 10’ dalla fine e un minuto e mezzo dopo ha spedito di testa il pallone all’angolino sfruttando al meglio un cross di Wesley. Poi al secondo pallone giocato ha toccato di fino per Dybala e al terzo ha sfiorato il gol del 3-2, intervenendo purtroppo solo di tibia su un assist da destra di Celik. E al quinto pallone ha svirgolato la palla col destro: ma oggettivamente la doppietta valida per il gol del 3-3 sarebbe stato un regalo troppo prezioso per una Roma così scombinata.

A cambiare l’inerzia della partita nel primo tempo è stata una prodezza balistica di Adams che al 35’, all’ultimo atto menzionabile di un dimenticabile primo tempo, ha scaricato un gran destro in diagonale che magari sarebbe stato intercettato dalla manona allungata in tuffo di Svilar se non ci fosse stato quel tocchetto di Ziolkowski, vanamente proteso nel tentativo di recupero in scivolata, ad alzare la traiettoria di quel tanto per farla terminare dritta nel sacco. Non che il Torino avesse particolarmente meritato il vantaggio, ma di quel primo tempo neanche si può dire che la Roma rivoluzionata da Gasperini e dalle assenze abbia fatto qualcosa di più per guadagnarsi il diritto di lamentarsi per il parziale all’intervallo. Laddove ha potuto cambiare, Gasp l’ha fatto: in campo lo stesso terzetto gettato nella mischia a Lecce (Celik, Ziolkowski, Ghilardi), quando però mancavano per squalifica Hermoso e Mancini mentre Ndicka era ancora in Coppa d’Africa. Ieri invece il solo Mancini aveva ancora da scontare uno stop, mentre gli altri due erano in panchina, pronti a subentrare dopo l’intervallo; sulle fasce a destra l’acerbo Rensch (altra bocciatura dopo un primo tempo troppo timido) e Wesley a sinistra, in mezzo Cristante e Pisilli, davanti il redivivo Bailey al centro dell’attacco, con Soulé a destra ed El Shaarawy a sinistra, tutti e tre in versione sbadata e arruffona, con Dybala in panchina e Pellegrini, Baldanzi, Dovbyk e Ferguson in infermeria. Baroni ha schierato il suo 3412 con Vlasic sulla trequarti pronto a rientrare sulla mediana in non possesso, con Simeone e Adams davanti, i difensori Tameze, Ismajli e Coco disturbati nella prima impostazione rispettivamente da El Shaarawy, Bailey e Soulé, i centrocampisti Ilkhan e Gineitis contrapposti a Pisilli e Cristante e in fascia Lazaro e Aboukhlal. Qualche problemino la Roma l’ha avuto per l’ampia rotazione dei giocatori granata, con i difensori costretti a scambiarsi spesso le marcature degli attaccanti, con il mobilissimo Vlasic che veniva preso a volte da un centrocampista, a volte da un difensore, e questa incertezza non lasciava punti di riferimento ai romanisti. Nel primo tempo la Roma ha costruito un paio di palle-gol, la prima dopo 3 minuti: con una palla scaricata da Soulé per Pisilli che ha tirato forte verso il primo palo, con intervento risolutore in angolo di Paleari. Meglio il Torino che si compattava in non possesso chiudendo ogni linea di passaggio e poi riusciva a trovare varchi improvvisi in cui catapultare i suoi giocatori grazie alle evidenti mosse studiate da Baroni, con le corse in diagonale, gli scarichi rapidi sui centrocampisti e le improvvise verticalizzazioni sugli attaccanti. Al 12’ Simeone è sfuggito a Celik e ha fatto scaldare il tiro ad Adams, in questo caso reso inoffensivo da Svilar. Al 14’ Rensch ha dovuto fermare fallosamente Gineitis lanciato a rete, sanzionato col giallo. Al 16’ Coco ha calciato una bella punizione dritto per dritto, ma la palla si è abbassata solo dopo aver scavalcato la traversa. Al 24’ una bella ripartenza romanista si è snodata sull’asse mancino El Shaarawy-Wesley, ma il brasiliano in area ha calciato di sinistro (male) invece di servire i compagni piazzati meglio in area. Alla mezz’ora la seconda occasione, con un esterno di Bailey a lanciare in fascia Rensch, con l’immediato cross per El Shaarawy che in area ha tolto il tempo a Tameze e al cospetto di Paleari ha provato il tocco sotto sbagliando la misura e calciando alto. Al 34’ un’altra disattenzione difensiva della Roma ha spianato la strada a Simeone imbeccato bene da Ilkhan, ottimo in questo caso l’intervento risolutivo di Ghilardi. Al 35’ il gol, con un lancio senza troppe pretese di Aboukhlal respinto senza precisione da Ziolkowski ad anticipare Adams, la palla è stata poi presa da Vlasic che ha riallargato sullo stesso Adams che si è aggiustato il pallone con un tocco e ha calciato poi forte in diagonale, sfruttando la deviazione in tuffo di Ziolkowski per ingannare Svilar. 

All’alba della ripresa, due cambi difensivi di Gasperini hanno dato immediata nuova linfa alla squadra giallorossa: dentro Hermoso e Ndicka per Rensch e Ziolkowski, con Celik spostato in fascia. Neanche un minuto e c’è stato il pareggio: la rimessa in gioco è toccata al Toro, il rinvio di Paleari è stato ripreso da Cristante e allungato da Celik, poi Ghilardi ha rilanciato, Pisilli ha sfruttato una scivolata su Ikhlal per rubare il pallone e consegnarlo a Bailey che a sua volta ha assecondato la corsa di Hermoso che ha saltato in tunnel Tameze e di sinistro in diagonale ha rimesso la partita in parità. Ma la sensazione di aver ripreso in mano la situazione è durata poco: al 7’ un possesso perduto sulla trequarti granata ha permesso una ripartenza veloce sul fronte destro d’attacco, Lazaro ha chiesto e ottenuto un triangolo da Simeone e ha crossato rapido in area, il tocco a smorzare di Ghilardi ha favorito il controllo di Vlasic in area che ha scaricato su Adams che ha tirato da due passi ingannando Svilar per la seconda volta. La Roma ha accusato il colpo e Gasp ha impresso un’altra svolta, richiamando fuori Pisilli e Soulé per inserire le forze fresche di Koné e Dybala: e proprio loro dieci minuti dopo hanno confezionato la verticale del possibile pareggio, ma sul sinistro dell’argentino Paleari è intervenuto sicuro. Allora è stato Baroni a rimediare, inserendo Maripan, Casadei e Njie per Ismajli, Gineitis e Simeone. La partita è entrata in stallo e Gasperini si è convinto allora a giocare la carta della magia: dentro il sedicenne Arena (fa 17 anni il 10 febbraio), fuori Bailey. E dopo 100 secondi è successo davvero: Koné sulla sinistra ha lasciato l’onere del cross a Wesley che di destro ha tagliato in area un pallone telecomandato che ha superato Maripan ed è stato impattato con la semplicità dei predestinati dal testone di questo bambino nato a Sidney e catapultato adesso in questa fantastica e straniante realtà. A confermare però la fragilità endemica della Roma in questa serata, un minuto dopo è arrivata l’occasione del Toro per passare in vantaggio, ma Aboukhlal ha calciato fuori da buona posizione. Al 41’ si è sfiorata la favola quando una magnifica verticale di Dybala per Celik ha portato a un cross del turco su cui ancora Arena si è avventato come un rapace, ma ha deviato di tibia e la palla è sfilata via. Sarebbe stata una serata da leggenda, ma dopo poco si è trasformata in un incubo: proprio Arena ha perso un pallone a metà campo, ne è nata una percussione a destra di Njie con l’opposizione in calcio d’angolo di Ndicka. E sul corner di Lazaro, Casadei ha svettato più alto di tutti, Svilar ha respinto senza trattenere e Ikhlal ha chiuso la questione ribattendo in porta. Poteva riaprire tutto ancora Arena che al 94’ ha ricevuto una palla preziosa da Dybala, ma di destro stavolta ha svirgolato. Un po’ come tutta la Roma.

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