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Dalla banlieue di Val Fourré alla chiamata della Roma: la storia di Robinio Vaz, il 2007 col calcio nel nome

L'attaccante cresce tra Mantes e Sochaux e nel 2024 approda al Marsiglia. 364 giorni fa il debutto tra i grandi. De Zerbi disse: "Voglio tutti come lui"

(IPA)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
13 Gennaio 2026 - 16:45

Val Fourré per Robinio Vaz è un po' come Roma per i romani: un legame indissolubile. Ricordi, emozioni, storie diverse da raccontare. Siamo a quasi 1.500 chilometri di distanza l'una dall'altra: Mantes-la-Jolie, si trova poco più di un'ora da Parigi, nel nord della Francia. È lì che inizia la vita del talentino ormai prossimo al matrimonio con la Roma. Il 17 febbraio 2007 Robinio Vaz nasce in una famiglia subito pronta a regalargli un tocco di calcio. Tratto evidente nel suo nome è il richiamo a Robinho, ex Real Madrid e Milan, tra le molte squadre in carriera: per il padre, operaio e appassionato di pallone, non c'è altra scelta. Origini senegalesi e guineensi. Ma, come già specificato, eternamente devoto al suo quartiere. Val Fourré, appunto. La sua infanzia si scandisce tra partitelle di ogni tipo, in strada e non. Roba d'altri tempi, lontani per gli altri ma vicini per Robinio, ancora intatti nei suoi piedi.

Inizia nel Mantes, l'accademia della sua città, a 8 anni. Sono anni di formazione, in cui sviluppa le sue doti da attaccante: tanto da attirare, nel 2022, l'attenzione del Sochaux. Anche Psg e Lione lo cercano. Lui però va male a scuola, fatto che ne compromette il grande salto ad appena 15 anni. Va a Montbéliard, vicino Digione. E col Sochaux cresce a dismisura: inizia nell'U17 e a gennaio 2023 fa il suo debutto con l'U19, in Coupe Gambardella, nel ko per 1-2 col Paris FC. Il gol, neanche a dirlo, lo segna lui. Periodo di sogni e di speranze, che si incrociano con la maglia della Francia U16, con cui Vaz esordisce e accumula svariate esperienze in amichevoli.

Risultato? Presenza abituale in Under 19. Chiude il 2023-24 con 7 reti in 19 partite. Esplosività e potenza sono all'ordine del giorno. E ad attenderlo c'è una nuova avventura: estate del 2024, alla porta bussa il Marsiglia che con 200mila euro si assicura le prestazioni di uno dei più talentuosi giovani del momento. Lo aggrega alla squadra B e inizia segnando a raffica. Di fatto, nelle prime 7 di campionato (tutte da titolare) arrivano 5 gol. Una punta tecnica, impattante. E di prospettiva. Un metro e ottantacinque di grinta. Pure De Zerbi se ne accorge e il 14 gennaio 2025, tre giorni dopo la prima convocazione, esordisce con l'OM da minorenne contro il Lille. 6' in una gara di coppa persa ai rigori. Cinque giorni dopo, tocca alla Ligue 1: 45 minuti in campo e... un rigore conquistato, decisivo per l'1-1 con lo Strasburgo. Avrebbe pure la chance per segnare al debutto, ma al 78' spedisce alto, al volo, un pallone da due passi. Lui si dispera. Ma basta poco per capire che al Vélodrome è nata una stella

 

Alla fine della fiera, 20 apparizioni totali tra prima squadra, squadra B e U19, più il rinnovo di contratto fino al 2027 festeggiato a gran voce con tutti i suoi amici, nella banlieue di Val Fourrè. Tra fumogeni e orgoglio, lecito. E con 8 reti. Che portano alla stagione della svolta: 2025-26, RDZ lo inserisce in pianta stabile nell'Olympique Marsiglia, tra i grandi. Assapora la Champions League (e gioca anche 24' nel ko con l'Atalanta); parte con poco minutaggio e sboccia in autunno, come un crisantemo. Con l'Angers segna due gol. L'OM non vince, finisce 2-2, ma il tecnico è alquanto soddisfatto della sua tenacia: "Voglio vedere tutti i giocatori come lui: ha bruciato l’erba quando è entrato in campo".

Le sue abilità sono ormai ben note. È (e si sente) più di una punta d'area di rigore: cerca i compagni così come il dribbling; sa mettersi nelle condizioni di segnare e il suo tiro lascia spesso a bocca aperta. Arrivano 4 sigilli in 430' totali, prima delle voci sulla Roma. Più di voci. Così come è più di un detto la frase "tutte le strade portano a Roma". Un ragazzino nella Città Eterna. Fiore della periferia parigina, più che trasteverino. Poco importa. Ora, la Lupa sul petto e nuove ambizioni. A 364 giorni di distanza dalla prima nel calcio che conta, con Gasp al comando.

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