AS Roma

Pjanic: "Rifiutai la Juve per due volte. Volevo vincere a Roma"

Ospite del podcast “S.R.Q.R.”, il bosniaco ricorda il suo periodo giallorosso: "Garcia bloccò la mia cessione all’Atletico Madrid". Sul trasferimento in bianconero: "Pagarono la clausola che avevo nel contratto e che decidemmo di inserire in accordo con il club"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Alessandro Cristofori
12 Gennaio 2026 - 11:30

È Miralem Pjanic l’ospite del quarto episodio di “S.R.Q.R. – Sono Romanisti e Quasi Romani”, il podcast di Radio Romanista, disponibile integralmente dal 13 gennaio sull’app dell’emittente e su tutte le piattaforme streaming.
L’ex centrocampista giallorosso ha sottolineato l’importanza del tecnico Rudi Garcia che ne bloccò la cessione nell’estate del 2013: “Rimasi malissimo di non disputare neanche un minuto nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. Avevo già avuto ad inizio stagione dei problemi con Zeman e poi in quella partita Andreazzoli mi lasciò in panchina e non ho mai capito perché. Ero quindi molto deluso, tanto da aver accettato il trasferimento all’Atletico Madrid, mi ero già messo d’accordo con il loro direttore sportivo Andrea Berta che mi corteggiava da mesi, dovevo solo firmare il contratto”. 

Poi il bosniaco si è soffermato moltissimo sul suo discusso addio che arrivò subito dopo la conclusione della stagione 2015/2016 quando si trasferì alla Juventus: “Sul mio contratto c’era una clausola che la Juventus pagò interamente. Però voglio chiarire alcune cose: potevo andare via molto prima, la Juve mi cercava già da due anni e sarei potuto andare lì anche a gratis, così come dopo aver rinnovato mi contattò il Psg a gennaio ma io volevo rimanere a Roma e rinnovai il contratto perché il mio sogno era vincere con i giallorossi.  Nel prolungare il mio accordo, decidemmo insieme al club di inserire una clausola rescissoria per una cifra che andava bene sia a me che a loro. Nei due anni successivi al mio rinnovo, la Juventus ha vinto ancora e poi, nel 2016, mi contattò dicendomi che mi vedevano al posto di Pirlo che stava per smettere. A quel punto ho deciso di accettare, anche se mi dispiaceva lasciare Roma, ma erano cinque anni che stavamo provando a vincere senza riuscirci”.

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