I motivi e i retroscena di una stagione fallimentare e non solo. Un'inchiesta di Repubblica ripercorre i problemi interni della Roma, dall'ultima sessione estiva di mercato al 26 maggio, giorno dell'ultima partita in giallorosso di Daniele De Rossi, dopo un mancato rinnovo che ha scatenato la protesta dei tifosi e di una città intera. 

De Rossi e Nzonzi, Monchi e Di Francesco

Il primo tema trattato è proprio quello del Sedici che sarebbe stato assolutamente contrario all'acquisto di Nzonzi, giocatore considerato come un "suo doppione" in campo, tanto da chiederne la rescissione del contratto. Un problema che si sarebbe risolto agli albori del campionato ma preludio di altre questioni scottanti. I continui risultati negativi della squadra giallorossa avrebbero portato poi una pesante frattura interna allo spogliatoio. A evidenziarla, una mail mandata al presidente Pallotta da Ed Lippie il 16 dicembre. L'ex preparatore avrebbe descritto all'americano le "fazioni" di Trigoria. Da una parte De Rossi, Kolarov, Dzeko e Manolas, senatori dello spogliatoio, in disaccordo con le scelte di Di Francesco e criticano la presenza e l'operato di Monchi. Soprattutto però, secondo Lippie, la squadra avrebbe sofferto la presenza di Totti. Le fonti di Lippie sono il medico Del Vescovo e il fisioterapista Damiano Stefanini. L'altra fazione, quella societaria composta da Monchi, Baldissoni, lo stesso Totti e l'allora media strategist Fienga decide di agire una volta conosciuto il contenuto della lettera.

La reazione della società

Dopo l'eliminazione dalla Champions per mano del Porto e la ridistribuzione dei ruoli in società (Fienga Ceo, Baldissoni vice-presidente esecutivo), Monchi si dimette, Di Francesco viene esonerato e con lui vengono allontanati anche Del Vescovo e Stefanini (grande amico di De Rossi, citato anche nella lettera d'addio). Da questo deriverebbero i rapporti non idilliaci tra Totti e De Rossi, e così si avrebbe una visione diversa sul mancato rinnovo del numero 16. Intorno, inoltre, ci sono le voci di interessamenti da parte di pretendenti all'acquisto della società (dai fantomatici emiri del Qatar fino a Massimo Ferrero, fino allo stesso De Laurentiis.