Poco più di sei mesi. Sei contratti di "big" rinnovati. Se qualcuno cerca l'impronta di Monchi sulla Roma di questa stagione, non può non rintracciare una delle più significative nel prolungamento dei contratti - in un lasso di tempo anche breve - di tutti i giocatori importanti della rosa. Molti dei quali avrebbero avuto anche diverse possibilità di finire altrove. Eppure hanno scelto la Roma. La spiegazione l'ha fornita lo stesso direttore sportivo: «Tutti volevano restare qui e questo rende le cose facili. Se il calciatore vuole andare via diventa impossibile. È merito della società. Tutti avevano la possibilità di andare via».

De Rossi, Strootman, Nainggolan, Fazio, Manolas e, ultimo in ordine di annuncio, Perotti. Sei rinnovi che significano conferma dell'ossatura della squadra che tanto bene sta facendo, in campionato e Champions. All'appello manca soltanto Alessandro Florenzi, l'ultimo nome sull'agenda di Monchi. Imprescindibile, anche per il significato che un prodotto del vivaio, per di più romanista fino al midollo, rappresenta per il club giallorosso. Il dirigente spagnolo ne è consapevole: «Non so quanto dobbiamo aspettare, ma il rinnovo di Florenzi è il prossimo obiettivo, deve restare ancora molti anni»

Nel segno della continuità dunque. Alessandro rappresenta la prosecuzione del filo passato a maggio scorso da Totti a De Rossi e che negli auspici dovrebbe allungarsi ulteriormente con Pellegrini. Un filo di romanismo mai interrotto, dalla fondazione a oggi. E che nessuno ha intenzione di recidere. Tantomeno Florenzi, che pure ha un contratto in scadenza nel 2019, quindi relativamente vicino. Ma nessuno è preoccupato. Il jolly di Vitinia sarà il settimo sigillo di Monchi.