AS Roma

Operazione rivalsa: Pisilli parte dall'Italia Under 21

Contro Svezia e Armenia, due gol e un assist dopo un inizio di stagione di soli 63' con la maglia della Roma. E con l’Inter esordì in Serie A

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
16 Ottobre 2025 - 07:00

Centosessantatré minuti per “cambiare vita”. O quantomeno provarci. D’altronde, il tempo è prezioso, nella vita, così come nel calcio. E Niccolò Pisilli, nell’ultima settimana, non ha perso un minuto per farsi riscoprire nuovo. Maturo. Sul pezzo. Lo ha fatto prima a Cesena, poi a Cremona, con addosso la maglia della Nazionale. Quell’Under 21 guidata dal nuovo Ct Baldini che lo ha riscoperto mezzala; magari innescando qualche meccanismo, legato a proposizioni, inserimenti e determinazione, nella testa del ragazzo. Che resta pur sempre un classe 2004. E che quando va in azzurro fa faville. Al contrario della Roma.

Paradosso

Già. Perché in stagione, Pisilli è ancora fermo a 63 minuti, ripartiti in tre presenze: 25’ col Torino; poi altri 17’ nel derby e quei 21’ di Europa League col Nizza. Culminati col rigore concesso ma, comunque, una vittoria. Roba totalmente diversa dal rendimento con l’Italia. A settembre aveva accumulato 162 minuti tra Montenegro e Macedonia. Senza infamia e senza lode. Ma nell’ultima sosta, la qualità è aumentata a dismisura. E se già contro la Svezia aveva infuso fiducia nei tifosi, con due reti decisive per il poker finale, con l’Armenia ha solo confermato quelle che erano più che semplici impressioni. Con un assist che più che un assist è un passaggio verso una rivalsa personale. Il tutto attraversa prestazioni di indubbia qualità. Contro gli scandinavi ha lottato anche contro le critiche, ergendosi come migliore in campo. Prima il recupero, sulla non irresistibile gestione avversaria, con tiro e bacio al palo; poi il colpo ravvicinato, il tocco alla traversa e la seconda esultanza. In mezzo, un legno colpito, passaggi chiave in zona offensiva, gestione quasi impeccabile. Mentre nel 5-1 agli armeni, è stato lui a indirizzare la gara sui binari giusti: rigore sbagliato da Ndour; dopodiché, il pallone illuminante in area (a tagliare la difesa avversaria) per la rete di Dagasso. Giocata da stropicciarsi gli occhi.

Dove tutto ebbe inizio

Un rendimento conseguenza del gap minore con gli avversari (in termini di età e forza fisica) e del ruolo. Quello di mezzala, che Pisilli non ricopre da parecchio tempo nella Capitale. Anche lì, però, proseguirà questo ritorno alle origini. Perché sabato arriverà all’Olimpico quell’Inter ricordo di sogni e speranze: il 6 maggio 2023, coi nerazzurri, Niccolò esordiva coi grandi sotto la gestione di José Mourinho coi grandi. Erano mesi di “amore per il futuro”. E lo sono anche quelli correnti, targati Gian Piero Gasperini. Con la speranza che il destino riservi le cose più belle alla Roma. E a Pisilli.

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