Da vice (quasi) mai utilizzato a protagonista: Antonio Mirante, trentasei primavere da compiere a luglio, è l'uomo-simbolo di questo finale di stagione della Roma. Un'annata a dir poco travagliata, resa ancor più amara dall'annuncio dell'addio di Daniele De Rossi, che guarda caso si chiude proprio contro il Parma, squadra in cui il portiere ha militato per sei stagioni.

Dal 2009 al 2015, per un totale di 208 presenze (molte delle quali con la fascia di capitano al braccio): ora si trova dall'altra parte della barricata. E chissà se, non più tardi di tre mesi fa, si sarebbe aspettato di giocare titolare.

L'arrivo di Ranieri ha fatto sì che il 35enne di Castellammare di Stabia diventasse il numero uno: Mirante ha ripagato il tecnico testaccino con delle prestazioni importanti e - complice l'idea di calcio più prudente - ridando solidità a una difesa che fino a marzo era stata fin troppo semplice da perforare. Su dieci presenze in campionato, sei le ha terminate con la porta imbattuta, facendo registrare quindi una percentuale di clean sheet del 60%: nessuno in Europa è riuscito a fare altrettanto.

Certo, il dato è reso meno significativo dalle poche partite collezionate, ma i numeri parlano chiaro. Tanto per rendere l'idea: Olsen, titolare fino alla sconfitta casalinga con il Napoli, è riuscito a collezionarne soltanto quattro in ventisette gare.

Domenica, nel giorno in cui il suo coetaneo De Rossi saluterà la Roma dopo diciotto anni, Antonio difenderà per la tredicesima volta in stagione la porta. Ma il suo futuro sarà ancora giallorosso: resterà a Trigoria anche il prossimo, probabilmente tornando a fare il secondo, magari proprio con il ruolo di chioccia per un estremo difensore giovane.

E, perché no, tentando di giocarsi la maglia da titolare come ha fatto quest'anno con Olsen. Con la Juventus e a Reggio Emilia si è fatto trovare pronto, negando il gol agli avversari in più di una circostanza. Domenica dovrà ripetersi contro la squadra che per anni ha difeso dagli attacchi avversari, e di fronte si troverà con ogni probabilità un altro ex di giornata, Gervinho.