Adesso chiamatelo Golarov: Aleksandar è davvero Magno, e non solo quando si tratta di calci piazzatti. Lo ha dimostrato ancora una volta contro il Cagliari quando, all'86', ha avuto ancora la benzina per scendere sulla fascia mancina e trafiggere Cragno per il definitivo 3-0 della Roma. Un gol che i giallorossi avevano cercato per tutta la ripresa (sfiorandolo a più riprese), con un tiro violento, vero e proprio marchio di fabbrica del serbo, che ha piegato le mani al portiere rossoblù. Ottavo centro stagionale in campionato, nono se si tiene conto di tutte le competizioni: in A quest'anno ha segnato quanto Dzeko, più di Schick e Ünder messi insieme. Il vero valore aggiunto, per l'attacco romanista, è lui: il veterano dal capello brizzolato, carattere e esperienza internazionale da vendere, sguardo truce a metà tra Clint Eastwood e Robert De Niro. Nella passata stagione sono stati tre i gol, due in campionato e uno - preziosissimo - in Champions a Stamford Bridge contro il Chelsea. Dopo una partenza a razzo, il 33enne di Belgrado aveva avuto una flessione al ribasso; quest'anno, invece, al netto di qualche screzio con alcuni tifosi, l'ex Manchester City ha avuto un rendimento costante e sempre ad alti livelli, in antitesi con il cammino tutt'altro che esaltante della squadra.


Vent'anni dopo


L'ultimo difensore straniero ad aver messo a segno otto reti nel campionato italiano era stato il suo connazionale Sinisa Mihajlovic, con il quale Kolarov condivide anche la specialità su calcio piazzato. Quando ha segnato in Serie A, la Roma non ha mai perso: a partire dal derby d'andata, vinto anche grazie al suo missile mancino sotto la Curva Sud, fino al tris rifilato al Cagliari. In mezzo, le sgroppate concluse con la rete che si gonfia contro Frosinone e Chievo. Quest'anno il terzino si è fatto spesso carico anche dei calci di rigore: tre su tre dal dischetto, sempre all'Olimpico, contro Inter, Torino e Bologna. Aleksandar non aveva mai segnato così tanto in carriera: alla faccia di chi, anche di recente, lo ha definito "bollito". Non solo: il suo record stagionale è stato addirittura doppiato, perché non era mai andato oltre le quattro marcature in un anno.


Nessuno come lui


Aleksandar Magno è il Re d'Europa per quanto riguarda i difensori goleador nei cinque principali campionati del continente: le 8 reti in 29 presenze lo mettono davanti a Sergio Ramos (6 gol in 28 partite), agli atalantini Mancini e Hateboer, a Shane Duffy del Brighton e al compagno di squadra Federico Fazio (tutti a quota 5). Kolarov ha una media di un centro ogni 318 minuti in Serie A: numeri da trequartista, più che da terzino. Del resto, si sa, la maturità e l'esperienza possono sopperire all'avanzare degli anni. Soprattutto se dalla tua hai un sinistro al fulmicotone e due polmoni pressoché inesauribili: la metamorfosi da Kolarov a Golarov, allora, è servita.