Se è vero che le vie del mercato sono infinite e pure se sembrano aver fine poi si arrampicano lunghi sentieri che ad ogni curva nascondono una sorpresa, immaginare che la Roma, nell'incertezza programmatica in cui si trova, pensi già oggi di inserire Luca Pellegrini in qualche trattativa in uscita significherebbe giudicare davvero male chi a Trigoria ogni giorno cerca di lavorare per assicurare un futuro dignitoso a questa squadra.

Così ad oggi ci sono tutti gli elementi per poter dire che Luca Pellegrini farà sicuramente parte dell'organico della prossima stagione, sia nel caso in cui si arrivasse quarti e quindi in Champions, sia nella malaugurata evenienza per cui si chiuderà questa stagione col fallimento anche dell'obiettivo minimo in campionato, che era quello di rientrare nel podio allargato delle elette nell'Europa che conta.

Dopo il doppio infortunio (prima il crociato, poi la frattura della rotula) che ne aveva rallentato l'esplosione, quest'anno il giovin terzino romanista (uno dei pischelli più titolati di sempre del settore giovanile giallorosso) era partito dai blocchi di partenza della stagione convinto di giocarsi le sue chances con Di Francesco all'ombra del suo grande amico e mentore Aleksandar Kolarov.

Ma il suo utilizzo con la maglia della Roma è stato assai limitato: l'esordio, con assist proprio per il serbo, col Frosinone, un quarto d'ora in Champions contro il Viktoria Plzen, un'ora da titolare ad Empoli e la successiva conferma nella sfida casalinga con la Spal. Ma da quel giorno, tradito più dalla curiosa interpretazione arbitrale che dal suo intervento ingenuo ma non irregolare su Lazzari che spinse però l'arbitro Pairetto a punire la Roma con un rigore su cui poi la squadra di Semplici costruì la sua sorprendente vittoria all'Olimpico, di campo ne ha visto poco.

E quando è tornato, è stato particolarmente sfortunato: entrò sul 2-0 per la Roma a Cagliari, il tempo di veder pareggiare (senza particolari responsabilità) quella che poi diventerà la sua squadra, e nel finale di Plzen, il tempo di farsi cacciare per un doppio intervento falloso, in una serata infausta. Da quel giorno più niente. Raiola, il suo procuratore, non è rimasto a guardare e per gennaio ha pescato l'opportunità tecnicamente più gustosa tra tutte quelle prospettate al ragazzo, ovviamente in prestito, l'unica soluzione accettata dalla Roma.

È indubbio che Luca Pellegrini avrebbe fatto molto comodo alla squadra giallorossa in questa fase finale di stagione, considerando anche le assenze accumulate da Kolarov, ma da un altro punto di vista si può dire che il ragazzo ha maturato ormai tali esperienze che a Trigoria hanno capito che non c'è più bisogno di alcun rodaggio. E hanno già deciso di riportarlo all'ovile, senza neanche ascoltare le numerose offerte che sarebbero piovute su di lui da mezza Europa.

Su tutte, quelle del Cagliari, disposto a sedersi al tavolo delle trattative per trattenere il ragazzo almeno per un altro anno in Sardegna. Ma non ci sarà niente da fare. E le eventuali chiacchiere su Cragno e Barella scorreranno su altri binari.

A Cagliari, Luca ha giocato finora in nove delle dodici partite affrontate dai sardi da quando lui s'è trasferito al Poetto. Otto da titolare. Ha giocato in totale 671 minuti, creando otto occasioni da rete, recuperando 37 palloni, crossando 41 volte, dribblando nove volte i suoi avversari e confezionando persino un assist vincente, per il suo amico Pisacane a Verona col Chievo.

Sabato dovrebbe toccare di nuovo a lui, dopo aver scontato contro il Frosinone il turno di squalifica arrivato dopo il doppio giallo di Torino. A vederlo andrà ovviamente tutta la sua famiglia, compreso papà Mauro, figura conosciuta del calcio dilettantistico romano e oggi uno dei principali collaboratori nell'area scouting del procuratore del figlio, Mino Raiola. Lui che ogni giorno studia e seleziona talenti di ogni parte del mondo sa bene che razza di gioiello ha messo al mondo. Sarà per questo che non ne parla mai volentieri. Ma in cuor suo sarà il primo ad essere felice di rivedere presto il suo Luca con la maglia della Roma.