Un angolo di romanità e di romanismo nel cielo di Praga, anzi nel cuore. Perché è all'inizio della città nuova, in piazza Venceslao, una delle più famose e turistiche della capitale ceca, che ha aperto l'omonimo ristorante e bar Tarquinio, una settantina di coperti in più di 200 mq di locale. «La mia storia è questa, sono da sempre nella ristorazione», racconta Tarquinio Crescenzi (cugino carnale, tra l'altro, dei Testa, un nome che magari non dice molto ai più, diversamente invece dal loro locale, Checco dello Scapicollo). «Io sono matto per la Roma. Sono uno di quelli che sa le azioni a memoria». Storico abbonato allo stadio Olimpico, ha però dovuto "abbandonare" per ragioni di lavoro. Da luglio del 2017, infatti, ha aperto a Praga la sua attività: «Mi ero informato e avevo saputo che era in crescita economica e che si lavora bene perché non c'è l'euro, in Italia davvero non era possibile lavorare, chi ha la partita Iva e ci prova ancora è un eroe. Per esempio mia moglie, che ha deciso di andare avanti nel nostro Paese, ma con un'attività più piccola. Io sto bene qui, poi è chiaro che l'Italia mi mancherà sempre. Ho iniziato poco prima che riuscisse il nuovo Romanista… Vi seguo sempre e quando sto in Italia il vostro giornale non manca mai a casa mia. Ma l'ho sempre letto, dal 2004, insomma».

La sua famiglia è a Roma, dove Tarquinio torna una volta al mese, dal figlio Flavio, di tredici anni, e dalla figlia Giulia, di diciotto, «entrambi romanisti. Li vedo spesso, il volo dura un'ora e mezza e i collegamenti sono facilissimi». E ovviamente non manca la nostalgia dell'Olimpico: «Se c'è la partita a Roma quando ritorno, andare allo stadio è una priorità». Sabato all'Olimpico c'è una partita e Tarquinio ha sentito il richiamo della primavera romana: «Chiaramente ci sarò...». Nella capitale della Repubblica Ceca si è adattato subito, parla correntemente l'inglese, «ma non chiedetemi di imparare il ceco, perché proprio non mi entra in testa. Nel mio staff c'è sempre uno che parla italiano, uno che parla inglese e uno che parla ceco. Uno dei miei clienti è Stramaccioni, che ha allenato qui e vive qui ancora. Aspetta un'occasione e un progetto che lo affascina. Veniva sempre con il suo staff che ora credo si sia trasferito».

E da Tarquinio è passato il "Commando" in occasione di Viktoria Plzen-Roma dell'ultima Champions League: «Siamo stati nel settore. Io ho una vita da abbonato della Roma, adesso ho dovuto smettere, da quasi due anni ovviamente. Ma ai sorteggi di Champions ho esultato quando ho visto che eravamo capitati nello stesso gruppo del Viktoria Plzen. Poi la partita è andata male, ma eravamo già qualificati, abbiamo fatto comunque festa. Una trasferta qui è comunque bellissima per i tifosi. Alla fine della partita abbiamo riaperto il ristorante, una cosa straordinaria per le abitudini praghesi, visto che di solito alle 22.30 si chiude. Dopo aver aperto alle 7 di mattina… Quella sera abbiamo mangiato e siamo stati insieme, da romanisti». Perché la Roma aggrega sempre: «In effetti un Roma Club a Praga non c'è, qualche volta col mio amico Daniele, con cui vedo sempre le partite, ci pensiamo. In pratica è come se fossimo un club. Anche i ragazzi neo-laureati che lavorano nelle multinazionali di Praga vengono a vedere le partite da me. Facciamo vedere tutto il campionato e quindi capitano qui anche tifosi delle altre squadre. Ma i frequentatori abituali sanno che prima di tutto viene la Roma. L'anno scorso in occasione del turno infrasettimanale, in cui si gioca praticamente tutti in contemporanea, alcuni clienti mi chiesero che partita avrei trasmesso. Io risposi: "Il match clou, no? Roma-Crotone…"».

Mentre il romano Tarquinio si trasferiva a Praga, Schick, che è nato proprio nella capitale ceca, si trasferiva a Roma: «È un grande talento, ma ha fatto fatica a esprimerlo, quest'anno è andato meglio nonostante la stagione negativa della squadra. Non so se è merito del mental coach questo suo piccolo miglioramento. Speriamo possa tornare utile anche in futuro. Contro il Barcellona giocò benissimo, quello è stato un altro momento magico: esiste un video in cui davvero esagero nell'esultanza. Incontenibile... Poi quest'anno sapessi poi quanto ci siamo avvelenati con il Porto al ritorno, avevamo riempito il locale, ma quei rigori...». A Praga ci sono anche altri locali che si occupano di Roma e della Roma, ma Tarquinio in questi due anni è diventato un punto di riferimento: «C'è "Giallorossa", ma non è gestito da italiani, hanno sfruttato un po' questo marchio legato alla squadra, perché tutti i romani che vengono a Praga vogliono vedere la Roma, ma è una pizzeria ceca, non è un ristorante italiano. Poi c'è la catena Pizza Coloseum (dove Schick e il suo mental coach si fecero fotografare per annunciare la nuova collaborazione, ndr). Ma noi siamo romani e romanisti. Se volete mangiare la pinsa romana e tipici primi piatti della nostra città eterna, con tutto il rispetto per gli altri, dovete passare da noi». I cechi e i romani sono avvisati.