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La partita

Infinita Roma: il paradiso a mezzanotte

Pellegrini risponde a Gimenez, poi resta lo stallo. Sbaglia Lukaku, ma Svilar ne para due

Lorenzo Pellegrini a segno contro il Feyenoord

Lorenzo Pellegrini a segno contro il Feyenoord (GETTY IMAGES)

23 Febbraio 2024 - 09:07

Nessuno di quelli che ieri sera è stato all’Olimpico dimenticherà mai il boato sparato in cielo al rigore decisivo di Zalewski, quasi a mezzanotte, a sancire una volta ancora la Roma sì e il Feye no, la Roma agli ottavi di Europa League e il Feyenoord a casa, al termine di una partita infinita e piena di segnali negativi che sembravano portare chiaramente verso un verdetto negativo, soprattutto dopo il gol negato a Lukaku al 120’ minuto, praticamente la prima e unica occasione raccolta dal gigante belga nella serata, con il diagonale che pareva vincente e invece Wellenreuther era riuscito a spostarne la traiettoria tra il palo e l’accorrente Zalewski, beffa nella beffa, dopo che proprio il giovane polacco era stato oggetto di diverse contumelie da parte dei tifosi per come (non) era entrato in partita.

E invece sono stati proprio loro a scrivere le parti più vibranti della commedia, Lukaku a sbagliare il suo rigore, primo errore della serie, e Zalewski a segnare l’ultimo, diventato decisivo grazie alle due splendide parate dell’altro protagonista, Mile Svilar, nuovo splendido portiere titolare di questa squadra infinita. Tutte scelte azzeccate di Daniele De Rossi che ha finito la serata sfogando l’adrenalina accumulata sotto la Curva Sud, la sua gente, a ripensare all’ultima volta che la Roma aveva vinto ai rigori all’Olimpico, più di vent’anni fa: era il 2002, contro la Triestina in Coppa Italia, e proprio De Rossi aveva realizzato il primo. E come dimenticare Pellegrini, il capitano che con una sua prodezza aveva presto riaddrizzato la serata partita male col gol in apertura di Gimenez: un destro all’incrocio che ha rimesso la Roma al centro dell’Europa (League) e riconsegnato il leader al suo popolo.

All’alba della serata, la Roma era stata colpita a freddo in maniera del tutto inattesa e decisamente rocambolesca, dopo un avvio a gran velocità che aveva fatto subito sperare bene. E invece alla prima ripartenza, sull’errore di Karsdorp che ha perso palla in uscita, Hartman si è trovato senza troppe pressioni a sinistra (torneremo sul tema perché è stato l’elemento fragile della fase di non possesso romanista), ha servito dentro dove Spinazzola e Nieuwkoop sono arrivati sul pallone nello stesso momento e dalla carambola la palla è arrivata praticamente addosso a Gimenez che di spalla, con un movimento di accompagnamento di braccio sospetto, ha messo nella porta praticamente vuota: il tempo della necessaria revisione del Var Hernandez e Gil Manzano ha confermato il vantaggio degli olandesi. La Roma non si è persa d’animo nel suo 433 piuttosto offensivo, con Karsdorp tenuto alto in pressione sul terzino (Hartman appunto), per liberare Dybala da compiti difensivi, e lasciando inevitabilmente Llorente e Mancini in uno contro uno con Paixao e Gimenez, con Paredes chiamato a sacrificarsi sui movimenti di Stengs, il trequartista peraltro piuttosto mobile.

Tutto più calibrato dall’altra parte, con El Shaarawy a contenere Geetruida e Spinazzola comodo su Nieuwkoop, il terzino scelto prudentemente da Slot per fare l’esterno alto al posto del meno disponibile al sacrificio Minteh. In mezzo belli i duelli tra Wieffer e Timber con Pellegrini e Cristante, come quello tutto muscolare tra Lukaku e Beelen. Il punto debole della Roma per un po’ è stato proprio il suo fianco destro: sull’impostazione avversaria Karsdorp saliva altissimo su Hartman e a volte negli sviluppi non era facilissimo per lui correre all’indietro a riempire il lato destro della linea difensiva. Cristante aiutava poco per non perdere di vista i centrocampisti e Llorente un paio di volte ha dovuto fare gli straordinari. Al 10’ la Roma ha sprecato l’occasione per riequilibrare subito la partita, con un batti e ribatti in area dopo un calcio d’angolo, con Lukaku e Pellegrini che non sono riusciti a deviare una palla rimpallata in area, Llorente a terra ma senza scorrettezze avversarie, ed El Shaarawy a chiudere le carambole con un destro praticamente dal dischetto mandato purtroppo a lato. Tutta sbilanciata in avanti, la squadra giallorossa ha rischiato la frittata al 12’ quando una combinazione al limite tra Dybala e Lukaku è stata interrotta da Wieffer che si è immediatamente ributtato in avanti a riprendersi il triangolo chiuso alle spalle di tutti i difensori romanisti (l’ultimo era rimasto addirittura Paredes) e si è presentato al cospetto di Svilar che è riuscito a respingere il tiro. A un passo dal baratro, e con De Rossi furioso per l’approssimazione mostrata, la Roma è però riemersa in fretta e al 15’ ha trovato lo splendido gol del pareggio con un tracciante di 40 metri di Paredes per El Shaarawy a sinistra, lo stop del Faraone e il retropassaggio per Pellegrini che fuori area, dal limite, si è spostato il pallone sul destro e ha calciato di interno collo all’incrocio dei pali scuotendo non solo i 67293 tifosi dell’Olimpico, ma praticamente tutto il Foro Italico e il quartiere Prati fino a Ponte Milvio. Niente, però, rispetto a quello che sarà il boato dell’ultimo rigore.

Il risultato non cambierà più fino al 120’, ma tante cose sono accadute dal gol di Pellegrini all’occasione di Lukaku e quasi tutte create dalla nuova Roma, nel crescendo di pathos di partecipazione di un pubblico sempre più innamorato di questi ragazzi e del loro condottiero. Tra il 21’ e il 22’ la Roma ha sfiorato il vantaggio, prima con un altro lancio tagliato verso l’inserimento di Cristante che è arrivato a deviare di testa anticipando Wellenreuther, ma non a sufficienza per deviare nella porta, poi con un traversone di Spinazzola per Cristante, il controllo a seguire per Lukaku che ha scaricato per Pellegrini che in scivolata ha calciato, però alto. Gil Manzano ha ammonito Paredes dopo Spinazzola, e per riequilibrare un po’ i conti dopo le proteste romaniste ha sanzionato anche Geetruida. Al 37’ invece poteva far gol Karsdorp dopo un’altra bella discesa di Spinazzola, ma ha calciato alto.

Ad inizio ripresa si è ripartiti con gli stessi uomini e al 6’ Dybala ha provato il gran colpo con un sinistro al volo deviato in corner. Poi all’11’ l’episodio che avrebbe di nuovo potuto indirizzare la serata: nello sviluppo di un’azione offensiva, El Shaarawy ha anticipato in area Stengs che per calciare il pallone l’ha colpito sotto la caviglia. Classico rigore dei tempi moderni, avrebbe detto Mourinho, ma si vede che in Spagna non la pensano così e l’ineffabile Manzano si è fatto bastare il conforto al microfono del connazionale Hernandez al Var. Poi è cominciata la parte più tattica della partita, con le squadre all’improvviso più caute e gli allenatori a cercare di cambiare il destino con le sostituzioni: in una manciata di minuti sono entrati Zerrouki, Ivanusec, Minteh e Ueda al posto di Paixao, Stengs, Nieuwkoop e Gimenez, nella Roma Celik, Aouar e più tardi Ndicka per Karsdorp, Pellegrini e Llorente (lo spagnolo per trauma cranico dopo uno scontro aereo con Ueda, gli altri due per sopraggiunte difficoltà muscolari). Nel frattempo occasioni da annotare poche: giusto una discesa di Hartman sfuggito a Celik e un suggerimento di El Shaarawy per Lukaku proprio al 90’, ma portandosi il pallone sul destro Romelu ha perso lo spazio vitale per il tiro e il pallone è sparito tra portiere e difensore.

Ai supplementari si è presentato Zalewski al posto del Faraone e la Roma ha dato la sensazione di essere più affaticata degli avversari. E invece nel taccuino non sono rimaste azioni olandesi, semmai un colpo di testa di Cristante sul primo palo deviato sull’esterno della rete su corner di Paredes. Poi è stato il momento di Baldanzi per Dybala e ad inizio dell’ultimo supplementare di Angeliño per Spinazzola. All’8’ Svilar si è dimostrato ancora attento su un’iniziativa da dentro l’area di Minteh, gran tiro diagonale respinto, poi Slot ha avuto l’intuizione decisiva, una delle sue: dentro all’ultimo minuto dei supplementari Jahanbakhsh per sfruttare le sue qualità di tiratore al posto di Wieffer. Ai rigori si è rischiato di non andare però perché all’ultimo soffio della partita la Roma ha gestito con Baldanzi l’ennesima ripartenza, e Lukaku ha avuto sul destro la palla fatale: stavolta Romelu ha calciato bene, forte, in diagonale, ma Wellenreuther si è disteso in tutta la sua lunghezza e con l’unghia del dito medio è riuscito a spostare la traiettoria dalla porta, senza peraltro consentire a Zalewski che aveva seguito l’azione di ribattere a rete. Poi i rigori, con gli errori di Romelu, e poi di Hancko e proprio Jahanbakhsh. Diavolo di uno Slot.

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