Come sei stagioni fa, in un ritorno che - a differenza del celebre film - sembra essere al passato. La Roma 2018-19, passata a stagione in corso dalla guida di Di Francesco a quella di Ranieri, dopo ventinove giornate ha gli stessi punti di quella 2012-13, targata Zdenek Zeman fino a febbraio e Aurelio Andreazzoli fino a fine maggio. Quarantasette punti in ventinove partite di campionato: la media - misera - parla di 1,62 punti a gara. Più che da corsa per l'Europa, da medio-bassa classifica. La seconda Roma americana esonerò il tecnico boemo a inizio febbraio, dopo un ko casalingo (4-2) contro il Cagliari. Caso vuole che proprio quella fosse stata l'ultima sconfitta all'Olimpico con quattro reti al passivo prima del poker napoletano di domenica. Quest'anno il cambio è arrivato invece a inizio marzo: si è optato per un ritorno al passato, affidandosi a Claudio Ranieri, mentre nel 2013 si optò per la soluzione interna con Andreazzoli.

Non un ritorno al futuro ma, rimanendo in ambito cinematografico, un "Ricomincio da capo": nel film di Harold Ramis, il protagonista era costretto a rivivere sempre lo stesso giorno, in un eterno ritorno dell'uguale snervante e stressante. E dopo aver evidenziato una crescita costante nell'arco di sei anni, la Roma sembra essere tornata al punto di partenza. Si sono succeduti sette tecnici in altrettante stagioni, tre direttori sportivi e centinaia di giocatori, ma ora i giallorossi sono di nuovo costretti a ripartire. Anzi, a partire: già da domani, perché ormai è l'ultima chiamata per quell'Europa fondamentale e che è mancata l'ultima volta proprio nel 2012-13. Sono ammessi scongiuri di ogni tipo, anche poco eleganti.

Chi ha fatto peggio

Da quando la Serie A è a venti squadre (stagione 2004-05), soltanto in tre occasioni la Roma ha ottenuto meno dei 47 punti attuali. Lo fece nella prima annata con il nuovo format, in una stagione che usando un eufemismo può dirsi travagliata: si avvicendarono Prandelli, Völler, Delneri e Bruno Conti e si chiuse all'ottavo posto. Dopo ventinove turni i punti erano 38, a fine stagione furono la miseria di 45. Male anche il quarto Spalletti, che nel 2008-09 a questo punto era a 46: la Roma concluse la stagione al sesto posto con 63 punti. Pochi mesi dopo, in seguito a due ko in altrettante gare, il toscano si dimise e venne sostituito proprio da Ranieri. Veniamo alla prima Roma della gestione americana, quella che affidò la panchina a Luis Enrique. Il progetto però stentò a decollare: 44 punti in ventinove partite sotto la guida dell'asturiano (3 in meno rispetto ad oggi) e una stagione conclusa a 56, settimi in classifica e fuori da ogni tipo di competizione europea.