AS Roma

Il capitano al de Kuip: ritorno al futuro

Dieci mesi fa a Rotterdam l’errore dal dischetto, poi la rivincita e il gol nella magica notte dell'Olimpico

Lorenzo Pellegrini in azione contro il Feyenoord

Lorenzo Pellegrini in azione contro il Feyenoord (GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Simone Valdarchi
13 Febbraio 2024 - 08:01

Nessuna vendetta sportiva da consumare, perché Lorenzo Pellegrini, come la Roma, è già ampiamente in credito con il Feyenoord. Una coppa europea alzata al cielo da capitano e un pass per le semifinali di Europa League strappato in faccia agli olandesi, in rimonta e ai supplementari. Nessuna rivincita da prendersi, solo un altro capitolo da scrivere con la maglia romanista indosso, la fascia da capitano sul braccio e la possibilità di cancellare definitivamente una piccola macchia, già coperta dall’amore a tinte giallorosse.

Lo scorso 13 aprile, la Roma di Mourinho scendeva in campo al de Kuip per i quarti di Europa League, teatro della sfida che riandrà in scena dopodomani contro il Feyenoord. Dopo Tirana e il doppio confronto della scorsa stagione, giovedì inizierà il terzo atto di una sfida infinita, che fin qui ha dato sempre lo stesso verdetto: la Roma sì e il Feye no. La gara di aprile scorso però aveva messo in forte dubbio il ritornello ormai noto, con la vittoria per 1 a 0 dei padroni di casa. Quello fu l’unico - e parziale - capitolo terminato con il Feyenoord a festeggiare, mentre Mou e i suoi imboccavano la via del ritorno con un frustrante senso d’incompiuto ad accompagnarli.

Già, perché in campo la Roma avrebbe meritato di più, colpendo una traversa con l’ormai ex Ibañez e, soprattutto, fallendo con Pellegrini la chance dal dischetto sullo 0-0. Di fronte a Bijlow - che non ci sarà giovedì - e con i gonfiabili sullo sfondo, il capitano calciò il rigore sul palo. Un errore che completò un periodo non brillante, dando vigore alle solite polemiche intorno a Lorenzo. A rispondere però, tre giorni più tardi, ci pensò la Sud. All’ingresso delle squadre in campo, per Roma-Udinese, la Curva disse la sua su Pellegrini: “Nel bene o nel male, il capitano rimane tale”. Un amore incondizionato, romanista. E le conseguenze dell’amore quella sera riportarono Pellegrini al gol, con la dedica proprio al settore. Sempre dentro la stessa porta poi, passati altro quattro giorni, scaraventò in rete il pallone del definitivo 4-1 nel ritorno contro gli olandesi, che rimise le cose al proprio posto: la Roma sì e il Feye no.

Dopo altre fastidiose voci, oggi Pellegrini si è caricato sulle spalle la Roma di De Rossi e con lui è pronto a vivere un’altra avventura europea. Partendo dal de Kuip. Il suo ritorno al futuro.

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