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“Io Loris”: i ricordi e gli aneddoti di una vita in un libro

L’ex giallorosso Boni si è raccontato nella sua biografia. Da De Sisti a Nela: numerosi gli ospiti presenti alla serata della presentazione

Loris Boni con il suo libro

Loris Boni con il suo libro (no)

PUBBLICATO DA Francesco Belli
15 Ottobre 2022 - 12:00

L’11 ottobre scorso al “Mancini Park Hotel” di Roma ha avuto luogo la presentazione di “Io Loris”, l’autobiografia di Loris Boni, ex calciatore giallorosso dal 1975 al 1979 (che ha indossato anche le maglie di Solbiatese, Sampdoria, Pescara, Cremonese, Novara, Legnano, Fanfulla, dove ha appeso gli scarpini al chiodo e ha poi iniziato la sua seconda vita calcistica, quella di allenatore, nel 1991). All’evento, organizzato in collaborazione con “L’A.I.R.C. 1971” (L’Associazione Italiana Roma Club, ndr), hanno preso parte tanti volti noti del mondo del calcio (e della Roma) di quegli anni. In primis ex compagni di squadra del calibro di Sebino Nela e Giancarlo De Sisti, ma anche Michele De Nadai, Guglielmo Bacci, Franco Peccenini e Stefano Di Chiara. E poi, tra i tanti partecipanti e invitati della serata, anche Giulia Anzalone, figlia del mai dimenticato presidente giallorosso Gaetano molto importante per la sua crescita professionale visto che l’ha acquistato nel lontano 1975, e storici fotografi bordocampisti come Roberto Tedeschi e Gino Mancini. Ad introdurre l’incontro Pasquale Musmanno, che ha collaborato con l’autore del libro per la stesura del testo e l’organizzazione delle interviste ai tanti ex compagni di squadra. Il libro è poi arricchito da una notevole quantità di foto, per vivere le storie e gli aneddoti con una sorta di “specchio” reale rivolto direttamente al passato. Tra i temi affrontati nell’autobiografia e presentati al grande pubblico presente all’evento: l’infanzia di Boni, i primi calci al pallone, il passaggio dalla piccola Solbiatese alla Sampdoria che ha determinato il suo “salto” tra i grandi qualche stagione prima di essere acquistato poi dalla Roma di Anzalone, il ricordo dei tanti, troppi, amici, allenatori e compagni che non ci sono più come Nils Liedholm, Agostino Di Bartolomei, Heriberto Herrera, Mario Maraschi e Paolo Rossi. E poi il passaggio al Pescara e i successivi anni in panchina, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, con un’altra veste, quella di allenatore (in questa seconda vita ha guidato anche il Mantova e il Sassuolo). Infine la tragedia del Ponte Morandi nel 2018 che ha sconvolto Genova, la “sua” Genova, dove ha giocato diversi anni con la maglia blucerchiata. E tanto altro, arricchito da storie di vario genere. “Io Loris” è quindi molto di più di un semplice specchio del calcio che fu: è il racconto di un uomo e della sua vita, delle sue emozioni e dei suoi ricordi, di tanti aneddoti e di figure illustri che hanno fatto la storia del calcio italiano (e romano) vissuti attraverso gli occhi di un ragazzo lombardo fattosi grande col pallone tra i piedi.

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