Il 7 marzo è una giornata speciale per tutti i tifosi della Roma. Nel lontano 1884 nasce a Corropoli Italo Foschi, primo e storico presidente giallorosso. Per onorarne la memoria, anche quest'anno il Roma Club l'Aquila Vittorio Zingarelli - Sala Museo Italo Foschi deporrà una corona di fiori giallorossi sulla sua tomba presso il cimitero monumentale del Verano oggi alle ore 16. Abbiamo avuto modo di parlare con il pronipote Italo Foschi nonché presidente del Roma Club organizzatore dell'evento: Riccardo Zingarelli.

Come nasce l'iniziativa?
«Questa iniziativa nasce nel 2016, contemporaneamente alla fondazione del Roma Club qui a l'Aquila, per ricordare chi ha indubbiamente contribuito a scrivere la storia dell'AS Roma. Parallelamente, il 7 giugno, giorno in cui si commemora la data di nascita del club, mio padre Vittorio, che ora non c'è più, ha preso l'impegno di dedicargli un trofeo. Noi abbiamo deciso di portare avanti il progetto organizzandone uno lo scorso anno al quale hanno partecipato i giovanissimi della Roma e dell'Aquila».

Organizzerete anche quest'anno il torneo?
«Certamente, tra tre mesi replicheremo invitando anche altri due club. A Giugno saranno 10 anni dal terremoto e l'evento sarà più speciale. Quello di oggi è un piccolo gesto, oltre alla corona di fiori giallorossa dovete sapere che Italo era chiamato "cerino" dai giocatori, fumava tanto: appena finiva una sigaretta ne accendeva un'altra. Gli porteremo anche un po' di sigarette, così quando ci allontaneremo se le potrà fumare in santa pace».

Avete un patrimonio straordinario nella Sala Museo Italo Foschi.
«La mia famiglia ha svolto un lavoro grandissimo e io l'ho portato avanti. Siamo stati in grado di ricostruire tutto il materiale e gli oggetti dello studio personale di Italo, c'è persino l'unico distintivo esistente del consiglio direttivo dell'AS Roma. Abbiamo 3000 fotografie e 650 libri passati da generazione in generazione. Li abbiamo conservati con cura, basti pensare che questo patrimonio ha superato la guerra mondiale ed il terremoto, non potevamo permettere che tutto si disperdesse».

Non sono molte le società che vantano un repertorio del genere.
«Nessuna società credo che abbia uno studio originale riconosciuto ufficialmente, le persone che sono venute a visitarlo si sono emozionate molto. Sono soddisfatto di questo sforzo che ho fatto a carico e spese mie, senza secondi fini. Un giorno spero che quando verrà costruito il nuovo Stadio tutto ciò possa essere trasferito a Roma, dove c'è il cuore della società. Apprezzo il fatto che con la gestione americana si stiano cercando di riportare in evidenza le radici e le origini del club. Con l'AS Roma stiamo studiando il metodo per creare il museo della storia della Roma, che avrà delle particolarità».

Quale obiettivo state portando avanti?
«Il nostro obiettivo è far conoscere e apprezzare, soprattutto ai più giovani, la figura di Italo Foschi che per fondare la Roma è andato contro tutto e tutti volendo fortemente che un romanista si riconoscesse con i colori giallorossi, la lupa capitolina e il nome della città. Il Roma Club l'Aquila è stato fondato dopo il terremoto del 2009, avevamo bisogno di un punto di aggregazione. Sto cercando di rivalutare con costanza tutto il progetto di Italo, sono orgoglioso di quello che è stato fatto. Il nostro patrimonio è il patrimonio di tutti i romanisti».