Il personaggio

Celik, Il turco olandese

L’infortunio di Karsdorp, ha promosso Zeki a titolare in pianta stabile. Da qui alla sosta per il Mondiale c’è il rischio che le giochi tutte, anche se Mourinho...

Celik in Inter-Roma

Celik in Inter-Roma (MANCINI)

06 Ottobre 2022 - 10:15

Doveva essere l’alternativa. Il giocatore in grado di rappresentare la concreta concorrenza per Rick Karsdorp su quella corsia destra che, dai tempi di Marco Cassetti, con il breve intermezzo di un fenomeno come Maicon, nella Roma è in cerca di un titolare in grado di garantire qualità e continuità nel tempo. Una concorrenza che, nelle giuste intenzioni della società, doveva essere propedeutica a entrambi i contendenti, il titolare (sulla carta) Rick Karsdorp e l’appena arrivato Zeki Celik, perché entrambi fossero costretti ogni volta che andavano in campo a dare il meglio, pena perdere il posto. Doveva, però. Perché dopo le primissime partite di questa stagione, il menisco di Karsdorp ha fermato l’orange, intervento chirurgico, riabilitazione, prospettive di rientro che rischiano di essere posticipate al dopo mondiale, insomma all’anno nuovo (nella migliore delle ipotesi potrà tornare a disposizione nell’ultima settimana prima dello stop di due mesi e mezzo). 

E allora il turco arrivato dal Lille dove ha vinto uno scudetto e una Supercoppa francese, titolare nella sua nazionale, venticinque anni, è diventato un indispensabile da qui alla sosta del mondiale. Oddio, indispensabile lo vedremo. Perché Mourinho ci ha già fatto capire che sta pensando a qualche novità per far tirare il fiato al giocatore che, ogni volta che il tecnico portoghese parla di mercato, indica come quello costato sette milioni, cioè gli unici spesi dalla società nel passato mercato estivo. Come, per esempio, Zalewski spostato sulla corsia destra. Un esperimento necessario visto che da qui al tredici novembre, ultimo impegno ufficiale (all’Olimpico contro il Torino) si andrà avanti quasi sempre al ritmo di tre partite a settimana. E pensare di giocarle tutte con il turco è un esercizio un po’ troppo ottimistico, perché pure Celik avrà bisogno prima o dopo di tirare il fiato.

Di fatto, a destra Mourinho si sta ritrovando nella stessa situazione della passata stagione. Quando Karsdorp o Karsdorp. Perché allo Special One bastarono pochi minuti per capire che l’americanino Reynolds stava salendo di categoria, meglio salutarlo e augurargli buona fortuna. Perché per Santon, nonostante l’avesse lanciato lui nel calcio dei grandi ai tempi dell’Inter, non ci fu bisogno neppure di quei pochi minuti, subito fuori rosa senza nessuna possibilità d’appello. Perché neppure il tentativo di metterci una pezza nel mercato di gennaio con l’arrivo in prestito dall’Arsenal di Maitland-Niles, si rivelò propedeutico a concretizzare un’alternativa accettabile sulla corsia destra. Quindi Karsdorp o Karsdorp.

Come, appunto, adesso. Celik o Celik, in attesa di vedere, si spera, che l’effetto Zalewski possa rivelarsi importante a destra come quello della passata stagione sulla corsia sinistra. Il turco in tutto questo non ha fatto una piega. Del resto, quando si è presentato da queste parti, non si è nascosto dietro parole di circostanza, sono qui per aiutare la squadra, mi farò trovare pronto quando l’allenatoremi chiamerà in causa, farò sempre senza fiatare quello che mi dirà l’allenatore. No, il ragazzo arrivato dal Lille, disse chiaro e tondo che era arrivato per giocare, affascinato e lusingato dal poter vestire la maglia giallorossa e lavorare con un tecnico come Mourinho. E il tecnico sin dalle prime partite ha fatto sentire a Karsdorp, finché è stato sano, il fiato sul collo di Celik (e l’olandese ha fatto vedere di sentirlo pure troppo quel fiato). Per il turco c’è stato un ingresso graduale nella formazione per poi trasformarsi nel titolare indiscutibile sulla fascia destra. La risposta del ragazzo (fin qui ne ha giocate otto su dieci, cinque da titolareper 503’ totali complessivi in campo) non ha regalato effetti speciali, ma il turco sta dimostrando di poter fare il suo, presente nella fase offensiva, diligente in quella difensiva anche se sa di dover migliorare in posizionamento e conoscenza degli avversari. A Milano contro l’Inter è andato più di una volta in sofferenza, a Empoli il gol subito da Bandinelli è stata la conseguenza di una sua disattenzione, ma per il resto il suo lavoro lo sta facendo con serietà e professionalità. Ha bisogno ancora un po’ di tempo per capire che rispetto al campionato francese, qui da noi la disciplina tattica, soprattutto in fase difensiva, è decisamente più esigente rispetto a quella della Ligue1.

Il primo a saperlo è proprio il turco. Un ragazzo che, fin qui, tutto ha fatto meno che mettersi in vetrina con parole o gesti. Da Trigoria ci raccontano di un ragazzo serissimo, tutto casa, Trigoria, casa, sempre disponibile e disciplinato, già inserito nel gruppo. Ora sapere di poter giocare con continuità, potrebbe garantirgli quella serenità per dare ragione a quei sette milioni che la Roma ha speso per lui.

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