Vecchie sfide

Inter-Roma amarcord: San Siro d'ottobre evoca bei ricordi

Nel 1980 una tripletta di Pruzzo ci permette di espugnare San Siro. Esattamente 25 anni dopo, un’altra vittoria grazie al capolavoro di un immenso Totti

Totti segna all'Inter nel 2005

Totti segna all'Inter nel 2005 (GETTY IMAGES)

01 Ottobre 2022 - 12:40

San Siro d’ottobre evoca bei ricordi, ricordi dolci che scaldano il cuore così come le ottobrate romane scaldano il corpo quando quei rimasugli ostinati d’estate s’aggrappano all’autunno e non hanno intenzione d’andarsene. San Siro d’ottobre è Francesco Totti, ovviamente. Ma è anche il Bomber Pruzzo e - andando ancor più indietro nel tempo - Carlo Galli, “Testina d’oro” per i tifosi. Partiamo da quest’ultimo e da quel 31 ottobre 1954, notte di Halloween, ma all’epoca non abbiamo ancora importato la celebrazione dagli Stati Uniti, perciò è soltanto la vigilia di Ognissanti. Si gioca la settima giornata e la Roma di Jesse Carver fa visita all’Inter di Foni, che in futuro siederà anche sulla panchina giallorossa. Si tratta della nostra migliore stagione negli Anni 50: chiuderemo al terzo posto in classifica, davanti a Bologna, Juventus, Inter; una rarità, per quegli anni. Ma quel 31 ottobre veniamo da due pari di fila, nel derby e contro il Napoli. L’Inter passa presto in vantaggio con Lorenzi; Nyers e compagni faticano a reagire, ma nella ripresa ribaltano la gara in soli 3’: al 61’ Galli firma il pareggio, quindi al 64’ l’unico gol con la Roma in Serie di Enore Boscolo (friulano classe 1929) ci permette di espugnare San Siro. 

Tris del Bomber

Trentasei anni più tardi, stavolta il 26 ottobre, arriva un’altra leggendaria vittoria in casa dei nerazzurri: è il 1980, la Roma di Liedholm ha vinto pochi mesi prima una Coppa Italia e comincia a dar fastidio alle potenze del Nord. La stagione, difatti, è il 1980-81 che culminerà con la rapina a mano armata subita il 10 maggio a Torino, col gol annullato a Turone. Il percorso di crescita non è privo di ostacoli: “Dibba” e compagni si recano a San Siro dopo una cocente sconfitta per 4-0 a Napoli, che ha fatto perdere loro la vetta della classifica. Si va quindi a Milano per riprendersela.
L’avvio di gara dimostra la grande voglia di riscatto del Barone e dei suoi: il primo tempo è devastante, e termina 3-0 per noi. Prima l’autogol di Bini al 2’, quindi la doppietta di Pruzzo (12’ e 31’) chiudono virtualmente i conti all’intervallo. Nella ripresa Altobelli dal dischetto prova a riaprire i giochi, ma è ancora una volta il Bomber (anche lui su rigore) a calare il poker giallorosso; nel finale Altobelli fissa il punteggio sul 4-2 definitivo. I campioni d’Italia in carica sono annichiliti, la Fiorentina pareggia a Brescia e così siamo di nuovo in testa alla classifica da soli. Al termine di quella stagione arriverà un’altra Coppa Italia, e la ferma consapevolezza (di squadra e ambiente) di una crescita che, ora, deve ambire allo Scudetto. 

Il capolavoro

Esattamente un quarto di secolo più tardi, il 26 ottobre 2005, la Roma (anche stavolta in bianco) affronta di nuovo l’Inter alla Scala del calcio: sulla nostra panchina siede da poco Luciano Spalletti, su quella nerazzurra Roberto Mancini. È la stagione che si concluderà con il terremoto Calciopoli, i giallorossi non vincono in casa dell’Inter in campionato dal 1994 e nelle precedenti tre gare hanno incassato due sconfitte (contro Siena ed Empoli) e un pari (con la Lazio). Insomma, non è un momento esattamente esaltante, ma quando schieri un tandem d’attacco composta da Montella e Totti niente è impossibile. Vincenzino sblocca la gara al 12’, ma è alla mezz’ora che gli Dei del calcio si svegliano; li desta Francesco, il Dieci, con una cavalcata che parte dalla metà campo. Zé Maria e Cambiasso non riescono a sradicargli dai piedi un pallone che è, letteralmente, suo; Totti si accentra, mentre la difesa interista retrocede; arrivato a ridosso della lunetta dell’area, il Capitano vede Julio Cesar fuori dai pali e inventa un arcobaleno, un cucchiaio che scavalca il portiere brasiliano e finisce dentro. Standing ovation, anche da parte dei tifosi rivali. Nella ripresa Totti segna anche su rigore, poi la doppietta di Adriano sancisce il 3-2 finale. La Luce a San Siro.

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