La storia

Gli amici di Tirana: L'analisi geopolitica in vista della finale

Due paesi legati sin dalla colonizzazione veneziana, nel basso MedioEvo. Nel 1939 l’invasione fascista, nel 1997 la crisi economica: Prodi e la “Missione Alba”

La Kombëtare Arena, sede della finale di Conference League (Getty Images)

La Kombëtare Arena, sede della finale di Conference League (Getty Images)

Lorenzo Riggi*
23 Maggio 2022 - 09:41

La scelta di far giocare la finale di Conference League tra Roma e Feyenoord a Tirana era sembrata anomala, considerando gli appena 22mila posti dell'Arena Kombëtare e la scarsa tradizione calcistica albanese. Se la Uefa ha scelto di giocare la finale in un paese tradizionalmente escluso dalle grandi competizioni europee per allargare la platea di possibili spettatori per la coppa, le relazioni tra il nostro paese e Tirana sono ben più profonde di quanto non possa sembrare.

La presenza italiana sulla sponda orientale dell'Adriatico risale al basso medioevo con la colonizzazione veneziana delle coste balcaniche che aprì la strada ad una fitta rete di commerci che dalla città di San Marco giungevano fino ad Istanbul, anche dopo la conquista ottomana dell'Albania. Proprio la conquista musulmana del Principato di Albania ha rappresentato uno snodo fondamentale della storia del Paese delle Aquile, segnato dall'ascesa di Giorgio Castriota Scanderbeg, il grande condottiero cattolico ed eroe nazionale albanese la cui statua campeggia a Roma proprio in Piazza Albania, che si oppose nella prima metà del Quattrocento alla conquista ottomana, divenendo così uno dei simboli più sentiti della cultura nazionale albanese. Tutt'ora, infatti, non è raro incontrare nelle case albanesi un'immagine dell'eroe nazionale, affiancata però dal Corano o da altri simboli dell'Islam per effetto della lunga dominazione ottomana, un caso più unico che raro di convivenza tra le due religioni nei Balcani.

Dopo l'unificazione, oltre a proiettare la propria politica estera verso il Nord Africa e il Mediterraneo, l'Italia ha mantenuto un'attenzione costante verso i Balcani, teatro a inizio Novecento di due guerre che hanno fatto da preambolo alla Prima guerra mondiale, a seguito della quale l'Italia instaurò un protettorato sul neonato Principato di Albania. L'invasione fascista del 1939 e l'occupazione successiva da parte dell'Italia rappresentano una delle pagine più controverse delle relazioni bilaterali, chiusa solo con la fine della Seconda Guerra Mondiale e l'instaurazione del regime comunista di Enver Hoxha.

Con la fine del regime comunista, l'Albania avviò un processo di progressiva democratizzazione, tutt'ora in corso, e apertura verso l'esterno, segnata da un grande processo migratorio soprattutto verso l'Italia. Nei primi Anni Novanta, infatti, il nostro paese vide un flusso crescente di profughi e migranti dall'Albania, precipitata nel caos dopo la fine del comunismo e una grave crisi economica che nel 1997 portò il paese sull'orlo della guerra civile. Tale situazione spinse quindi il Governo Prodi a varare la "Missione Alba", finalizzata a stabilizzare il paese e imporre una regolarizzazione dei flussi migratori, aprendo così la strada per la ripresa politica ed economica del paese.

Da allora, le relazioni tra Tirana e Roma hanno conosciuto un progressivo consolidamento, dovuto non solo alla grande comunità albanese presente nel nostro paese, ma anche a reciproci interessi economici, si pensi ad esempio al TAP, il grande gasdotto che conduce dalla Turchia in Italia il gas azero attraverso l'Albania e la Grecia. Ultima prova dello stretto legame tra Roma e Tirana è stato l'invio da parte albanese di una squadra di medici e infermieri durante i mesi iniziali della pandemia: sebbene il loro contributo sia stato complessivamente limitato rispetto all'andamento della crisi sanitaria, per l'Albania ha rappresentato un momento di riscatto e uno sforzo comunque significativo considerando la complessità del sistema sanitario locale. Per l'Albania, ospitare la finale di Conference League è quindi un traguardo importante, soprattutto tenendo conto delle ambizioni europee di Tirana, impegnata da anni in un complesso processo di avvicinamento all'Unione Europea.

* coordinatore del desk Russia e Spazio post-sovietico del Centro Studi Geopolitica.info

© RIPRODUZIONE RISERVATA