L'ANALISI tattica

Il Feyeenord tra inserimenti e lanci da dietro: sognando Michels

Slot si rifà al “calcio totale” olandese, ma non mancano i punti deboli. Da dietro imposta Senesi, i terzini spingono con le ali. E occhio ai movimenti di Til

Arne Slot, allenatore del Feyenoord (Getty Images)

Arne Slot, allenatore del Feyenoord (Getty Images)

Francesco Sturzo
23 Maggio 2022 - 08:35

Si avvicina a grandi passi il 25 maggio, data cerchiata in rosso sul calendario da tutti i tifosi giallorossi fin dal fischio finale di Roma-Leicester, in cui si giocherà la finale, partita che nella testa di tutti i romanisti è stata già giocata centinaia di volte immaginando scenari sempre diversi e i più disparati epiloghi. Di certo, conosciuta l'altra finalista - il Feyenoord - in parecchi avranno rivisto qualsiasi tipo di highlights degli olandesi sparsi in rete, per cercare di capire chi sono, e come giocheranno coloro che stanno contendendo la Conference League alla Roma.

01 Il Feyenoord si schiera con il 4-2-3-1. In fase di recupero palla, sull'impostazione da dietro della difesa avversaria (contro una linea difensiva a 3) il trequartista si alza in pressione per ristabilire la parità numerica nella zona di campo verso dove è indirizzato il giro palla avversario (su uno dei due braccetti), l'ala offensiva agisce invece sulla linea di passaggio verso il laterale per ridurre le soluzioni di scarico palla

Ciò che sarà saltato all'occhio di tutti è l'idea di gioco proposta dal tecnico Arne Slot, olandese, ispirato sicuramente dal Totaalvoetbal di Rinus Michels degli Anni 70, soprattutto per ciò che concerne la fase di pressing. Senza scomodare oltre le icone del calcio mondiale, nel concreto il Feyenoord si schiera con un 4-2-3-1 o 4-3-3, con Bijlow o Marciano tra i pali, portieri che vengono poco sollecitati nel giocare coi piedi per filosofia di gioco. La linea a 4 è generalmente composta dai terzini di spinta Geertruida e Malacia; al centro, Senesi e Trauner: da loro passa gran parte del giro-palla del Feyenoord, in particolare dal preciso mancino del centrale italo-argentino possono nascere i maggiori pericoli. In fase di impostazione da dietro i due di centrocampo, Kocku e Aursnes si dispongono quasi in verticale. Kocku, per qualità tecniche, è il più predisposto al ruolo di regista e si avvicina per offrire un eventuale appoggio a Senesi; Aursnes è invece il più propenso a correre in avanti per raccogliere le seconde palle.

02 Chiuse il più possibile le linee di passaggio verso gli esterni, e indirizzato il passaggio verso la zona centrale, Sinisterra e Nelson si stringono nuovamente sui braccetti generando una fase di pressing che porta alla superiorità numerica

Il trequartista, Til, funge da vertice alto del triangolo di centrocampo, è molto mobile e poco propenso a ricevere palla da fermo, il suo compito non è quello di "playmaker offensivo" e cercare l'ultimo passaggio, ma i suoi movimenti sono di difficile lettura perché svaria alle spalle dei mediani avversari, verso la zona di campo in cui è indirizzato il passaggio, per creare superiorità numerica. Se non marcato a uomo (come nell'immagine 3) può godere di ampi spazi tra le linee; attenzione però, nell'ottica di "calcio totale", dove i ruoli non sono ben definiti in favore della coralità di squadra, Til e Kocku invertono la posizione, e quando è il 10 che si avvicina alla porta i pericoli aumentano in virtù del suo buon tiro da fuori.

03 L'impostazione da dietro è affidata perlopiù al mancino Senesi, che cerca con lanci lunghi i movimenti offensivi che possono generare occasioni di 1 vs 1. Per cercare di far muovere il più possibile la difesa avversaria, Sinisterra gioca quasi sulla linea del fallo laterale, attirando verso di sé il marcatore; questo movimento genera spazio per Malacia, che detta il passaggio nel corridoio interno lasciato dal compagno

Gli esterni offensivi sono Sinisterra e Nelson: il primo gioca a piede invertito, cosa che gli permette di entrare dentro al campo e cercare il tiro con il destro. Entrambi svolgono un lavoro tattico fondamentale nell'idea di gioco del Feyenoord: oltre a essere giocatori rapidi e con ottime capacità di saltare l'uomo, creano scompiglio nelle fasi difensive avversarie svariando molto lungo tutta la fascia laterale. Infatti, come si vede ad esempio nelle immagini 3 e 4, invertono la loro posizione con i terzini per favorire spazi dovuti all'allargamento delle marcature avversarie. Anche in fase di difesa e attesa giocano un ruolo non indifferente: contro una difesa a 3, grazie alla loro rapidità chiudono le linee di passaggio tra i braccetti e gli esterni, obbligando la formazione avversaria a dover trovare spazi passando nuovamente dal centro, con il rischio di ritrovarsi nelle situazioni esposte nell'immagine 2. La vena realizzativa su cui poggia il Feyenoord è inevitabilmente quella di Dessers, capocannoniere della squadra, i cui movimenti ben si incastrano nei sistemi tattici ideati da Slot; l'attaccante belga è in grado sia di dettare la profondità, sia di venire a giocare incontro, con l'intento di lasciare spazio agli inserimenti delle rapide ali Sinisterra e Nelson. Le criticità della squadra sono chiaramente legate alla filosofia tattica: la voglia di giocare in avanti per offrire un calcio propositivo fa sì che non sempre la squadra sia attenta alle chiusure preventive o ad asfissianti marcature. Mercoledì scopriremo se Slot vorrà snaturare il suo credo calcistico o affronterà la Roma al netto delle contromisure che adotterà Mou.

04 I movimenti dei terzini dunque sono la chiave per lasciare alle ali libertà di puntare. Ad esempio in questa fase, Geertruida non aspetta largo per partecipare al giro-palla, ma si accentra generando una linea di passaggio diretta verso l'ala e una possibile azione pericolosa

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