Udinese, Lazio, Juve, Napoli, Milan, Venezia. Bologna, Milan, Juve, Genoa, Salernitana, Napoli, Bologna e Fiorentina. Non è una classifica, né un calendario degli impegni, bensì un elenco - in rigoroso ordine cronologico - delle partite in cui la Roma ha subito torti arbitrali nel corso di questa stagione. L'ultimo, lunedì al Franchi, dopo appena 4', ha indirizzato una gara che potrebbe risultare decisiva nella corsa all'Europa: Banti, al Var, ha richiamato l'arbitro Guida per un presunto contatto in area romanista tra Karsdorp e Nico Gonzalez. Dalle immagini risulta evidente come l'olandese non tocchi neanche la gamba del viola, ma il direttore di gara campano assegna il calcio di rigore alla Fiorentina.

Tramortita dall'episodio a dir poco surreale (e stanca dopo l'impegno in Conference), la Roma poco dopo incassa anche il raddoppio e, di fatto, all'11' la partita è chiusa. «Vogliamo rispetto - tuona Mourinho dopo la gara - dai Banti di questa vita. Perché ha richiamato Guida, che era a 10 metri e ha ritenuto che non fosse fallo? Vogliamo spiegazioni». Si è fatto sentire anche Tiago Pinto, per chiedere rispetto nei confronti di un Club e di una squadra che quest'anno stanno subendo torti di ogni tipo da almeno otto mesi. Non a caso lo "Special One", già a novembre, aveva usato parole di un certo peso: «Ci sono cose nascoste - disse dopo Venezia-Roma - che magari con il passare degli anni capisci. Magari un giorno le capirò».

Da Rapuano ad Aureliano

Il teatro degli orrori (e dell'assurdo, in puro stile beckettiano) ha una data d'inizio ben precisa: il 23 settembre scorso, la Roma affronta l'Udinese, gara che precede il derby. Con i giallorossi avanti 1-0, un normale scontro aereo tra Lorenzo Pellegrini e Samardzic, secondo l'arbitro Rapuano, è da sanzionare con il secondo giallo nei confronti del Capitano, che è costretto quindi a saltare la Lazio per squalifica. La stracittadina, arbitrata proprio da Guida di Torre Annunziata (stesso arbitro di lunedì) ci regala un altro episodio degno di "Ai confini della realtà".

La Roma passa dal possibile 1-1 allo 0-2 nell'arco di pochi secondi: Hysaj stende Zaniolo in area laziale, ma l'arbitro e il Var lasciano correre; sul ribaltamento di fronte, Pedro segna il raddoppio. Nel secondo tempo, Leiva (già ammonito) viene graziato dall'arbitro per una gomitata a Cristante. Questa sì, evidente, a differenza di quella di Pellegrini con l'Udinese. «Var e abitro hanno deciso la gara», dice Mou dopo la gara: da quel momento in poi, sarà un autentico stillicidio nei confronti dei giallorossi.

A Torino con la Juve Orsato ne combina di tutti i colori: il gol di Kean è favorito da un fallo di mano lampante di Cuadrado, quindi assistiamo all'entrata in vigore della regola dello "svantaggio". Szczesny stende Micki in area bianconera, la palla arriva ad Abraham che segna. 1-1? No, rigore. Al rientro in campo dopo l'intervallo, Orsato dirà a Cristante: «Il vantaggio su rigore non si dà mai». In realtà, il regolamento lo smentisce. Peraltro quel penalty, fallito da Veretout, avrebbe dovuto essere ripetuto: al momento del tiro, Chiellini è con tutto il corpo all'interno dell'area.

Poi il Milan all'Olimpico: Maresca arbitra, al Var c'è Ayroldi. Al Milan viene concesso un rigore per quello che è un semplice contrato tra Ibra e Ibañez; non fischiati invece i falli in area rossonera di Tomori su Felix e di Kjaer su Pellegrini. Al punto che Mou nel post-partita dice soltanto: «Non parlo, altrimenti nella prossima gara non sarò in panchina». Poi Venezia: dirige Aureliano. La Roma va sotto, poi rimonta e passa in vantaggio. Sul 2-1 non ci viene concesso un penalty solare, ma ne viene assegnato uno ai veneti che non esiste, perché c'è una spinta evidente ai danni di Ibañez.

La carrellata

Andiamo avanti veloce, come in un film, altrimenti non basterebbero 300 righe. Bologna: Pairetto ammonisce Abraham che, diffidato, è costretto a saltare Roma-Inter, in realtà l'inglese sbatte contro Svanberg, ma il fallo è del rossoblù, che commette ostruzione. Milan, di nuovo, stavolta a San Siro: arbitra Chiffi, appena diventato internazionale; al Var c'è Aureliano, promosso dall'AIA a Video Match Official della Fifa. Al 6' il direttore di gara viene richiamato al Var per un fallo di mano che non c'è di Abraham, e dà rigore ai rossoneri. Che beneficiano nel finale anche di un altro penalty (sbagliato poi da Ibra) per una trattenuta di Mancini su Leao; nessun intervento, però, sul plateale fallo di Tonali su Zaniolo, nel quale il centrocampista cerca di portarsi a casa anzitempo la maglia del nostro 22.

Con la Juve all'Olimpico la Roma fa harakiri, ma passa in sordina un netto fallo di mano in area di de Ligt su tiro di Pellegrini. E un gol dei bianconeri era da annullare. Col Genoa a Zaniolo viene annullato il gol-vittoria al 90' per un ridicolo step-on-foot di Abraham su un avversario a 40 metri dalla porta difesa da Sirigu: l'arbitro è Abisso, al Var c'è Nasca. Con la Salernitana vinciamo in rimonta, ma sull'1-0 per gli amaranto non ci viene dato un rigore per un fallo netto ai danni di Mkhitaryan. Rigore negato anche a Napoli, per un fallo ai danni di Zaniolo. E rigore negato anche una settimana fa, contro il Bologna, nonostante Medel si metta di fatto a giocare a pallavolo in area.

Alla lista aggiungiamo ora quanto accaduto a Firenze, con la premiata ditta Guida-Banti. Il dossier - se così possiamo chiamarlo - che vorremmo archiviare è invece in perenne aggiornamento. Mancano due giornate e, con la lotta per l'Europa ancora apertissima, la speranza è di non dover registrare altri errori/orrori. Perché poi ci toccherebbe aggiungere al danno la beffa dell'odioso ritornello: «A fine anno gli errori si compensano». Pare vero...