È la nona, e la speranza di tutto il popolo romanista è che sia una sinfonia, come quella di Beethoven. Nove semifinali europee in quasi 95 anni di storia, se si tiene conto anche della Coppa dell'Europa Centrale del 1931, una sorta di Coppa UEFA/Europa League in versione embrionale. In quell'occasione, dopo aver eliminato lo Slavia Praga, Volk e compagni si arresero al First Vienna con un doppio ko (3-2 a Roma, 3-1 in Austria). La UEFA, che ancora non esisteva - l'organismo nacque soltanto nel 1954 - non tiene conto di questa competizione, che però fu la prima a cui i giallorossi presero parte in ambito continentale. 

IL TRIONFO 

Trent'anni più tardi, nel 1961, arrivò la prima (e, finora, unica) vittoria europea: la Roma si aggiudicò la Coppa delle Fiere, dopo che le prime due edizioni erano state appannaggio del Barcellona. Per raggiungere la finale, la squadra allenata da Foni se la vide con gli scozzesi dell'Hibernian. Ci vollero tre partite per avere la meglio: l'andata a Edimburgo terminò 2-2, il ritorno a Roma il 26 aprile 3-3; la "bella" si giocò il 27 maggio, ancora all'Olimpico, e vide la Roma strapazzare gli avversari con un tennistico 6-0 (poker di Manfredini e reti di Menichelli e Selmosson). A ottobre, sotto la guida tecnica di Carniglia, arrivò il trionfo contro il Birmingham City (2-2 in trasferta, 2-0 a Roma l'11 ottobre 1961). Due anni dopo, nel 1962-63, i giallorossi ci riprovarono, ma stavolta l'esito della semifinale con il Valencia fu amaro: dopo la sconfitta per 3-0 in Spagna, non bastò l'1-0 firmato Angelillo.

MALEDETTA MONETINA 

Dopo la vittoria della Coppa Italia 1968-69, la Roma di Helenio Herrera tentò la cavalcata in Coppa delle Coppe: dopo aver eliminato Ards, PSV Eindhoven e Göztepe, la semifinale ci mise di fronte ai polacchi del Gornik Zabrze. Dopo l'1-1 all'Olimpico, in trasferta si andò ai supplementari e finì 2-2.Non essendoci ancorala regola del gol in trasferta, fu necessario uno spareggio. Sul campo neutro di Strasburgo, fu di nuovo parità (1-1): si ricorse quindi al sorteggio tramite monetina, che sorrise al Gornik

LA RIMONTA 

Dopo il trionfo tricolore del 1983, la Roma di Liedholm, Di Bartolomei, Falcao, Conti e Pruzzo si rivelò una schiacciasassi anche in Coppa dei Campioni. Almeno fino alla semifinale d'andata, contro gli scozzesi del Dundee United, che si imposero per 2-0. La gara di ritorno all'Olimpico, il 25 aprile 1984, si giocò in uno stadio stracolmo e coloratissimo, che credeva nell'impresa tanto quanto i giocatori in campo. Nel primo tempo una doppietta di Pruzzo ristabilì la parità, nella ripresa un rigore trasformato da Agostino ci regalò la finale casalinga contro il Liverpool. Con buona pace del tecnico avversario McLean, rispedito a casa con "tanti saluti" da parte di Nela, Di Bartolomei e Righetti, come testimonia una foto divenuta ormai storica. Un grande Olimpico fu protagonista anche il 24 aprile 1991, nella semifinale di Coppa UEFA tra la Roma di Ottavio Bianchi e gli svedesi del Broendby. Dopo lo 0-0 nella semifinale d'andata, a Roma il gol del 2-1 di Rudi Voeller all'87 ' fece esplodere in un boato di liberazione i quasi 60.000 spettatori presenti. Anche stavolta, però, come nel1984, la finale contro l'Inter fu amara, con le indimenticabili lacrime di Rizzitelli sotto la Sud dopo il triplice fischio. 

TABÙ INGLESE 

Siamo giunti alla terza semifinale europea nelle ultime cinque stagioni, e ce la vedremo ancora contro una squadra inglese, nella speranza di scacciare i fantasmi del recente passato. Infatti, sia nella Champions League 2017-18 sia nell'Europa League dell'anno scorso, abbiamo dovuto soccombere contro squadre d'Oltremanica. Prima il Liverpool, che ha però tremato nella gara di ritorno a Roma nonostante il 5-2 dell'andata: nel finale, De Rossi e compagni hanno trovato un successo per 4-2 che è valso quanto meno l'onore. Nella passata stagione, un'altra disfatta nella gara d'andata (stavolta a Old Trafford) ha compromesso il cammino degli uomini di Fonseca: ko per 6-2 contro il Manchester United, la vittoria per 3-2 del ritorno si è rivelata inutile. Coppa dell'Europa centrale, Coppa delle Fiere (due volte), Coppa delle Coppe, Coppa dei Campioni, Coppa UEFA, Champions League, Europa League e ora Conference League: la Roma è entrata almeno una volta tra le migliori 4 in tutte le competizioni europee. Un traguardo non indifferente. Ma, a oltre 60 anni dalla prima e unica affermazione continentale, Mourinho e i suoi si preparano ad affrontare il Leicester con l'obiettivo di «continuare il sogno» che conduce a Tirana